Aprilia sotto il tallone della criminalità.Lettera aperta dell’Associazione Caponnetto al Prefetto di Latina

Aprilia ,popolosa città in provincia di Latina alle porte della Capitale,é diventata un Far West.
In poche ore,.ieri 7 maggio, sono stati messi a segno quattro colpi ai danni di esercizi commerciali.
Il  primo colpo ai danni del supermercato”Ciccotti “ di via Deledda attorno alle 14:00,il secondo, dopo poco. presso il punto vendita “Acqua e Sapone” di via Fiume, vicino la Pam di via Ugo Foscolo,il  terzo e il quarto ai Supermercati Conad ed Eurospin sulla via Nettnuense.
Un elenco lunghissimo di rapine che si snocciola sotto gli occhi dei cittadini atterriti al quale non si riesce a mettere fine.
Una  situazione allarmante che ci dà  ,ancora una volta e  in tutta la sua drammaticità, il senso di quell’insufficienza nell’azione di contrasto in provincia di Latina  della criminalità non solo mafiosa ma anche comune che noi dell’Associazione  Caponnetto andiamo denunciando,inascoltati finora,da anni.
Aprilia rappresenta,dopo Latina,la seconda città  nella provincia pontina quanto a numero di abitanti.
Non solo.
Essa ,inoltre, ha sempre svolto il ruolo di polmone dell’economia in provincia di Latina per  le tante attività economiche che ancora  oggi,dopo il collasso della crisi,vi si svolgono.
La sua posizione geografica,poi,che la colloca a nord della provincia di Latina e al confine con quella di Roma,ad appena 20-30 minuti dalla Capitale,l’ha trasformata, negli anni ,in una sorta di suburbio,di periferia di questa a seguito dello spostamento  di  centinaia  di  cittadini romani i quali vi si sono trasferiti a causa dei prezzi insostenibili degli affitti nel mercato edilizio in questa.
Una specie,insomma,di un quartiere di Roma dove vi si affollano persone di tutte le lingue e di ogni  natura.
Uno  Stato ed una classe politica  attenti,di fronte ad una situazione del genere,avrebbero  dovuto sapersi attrezzare in maniera adeguata per poter dare una risposta alle domande di una comunità così variegata,complessa e con tanti problemi soprattutto di natura economica ma anche sociale e non solo.
Purtroppo non é stato così ed oggi  i cittadini apriliani,basiti , spaventati ed impotenti,si vedono costretti ad assistere quasi quotidianamente a scene da Far West e di violenza.
Senza considerare l’antico fenomeno di riciclaggio di denaro di  dubbia provenienza stante la consolidata e ben nota presenza sul territorio di Aprilia e delle città confinanti- Latina.Nettuno,Anzio,Ardea- di soggetti riconducibili alla criminalità mafiosa italiana e straniera.
Il recente episodio di un assessore comunale costretto,a quanto si dice,a dimettersi ed  a ritirarsi a vita privata per le minacce che avrebbe ricevuto ci offre un “quadro” inquietante ed a tinte fosche del quale istituzioni flaccide,oltre che disattente,mostruosamente disattente, mostrano di non essere in grado di disegnarne i contorni.
Anche a livello sociale,purtroppo,oltre che su quello politico,a causa dell’assenza  di un tessuto omogeneo e sensibile,sembrano mancare quegli anticorpi che sono necessari per l’affermazione  di nuclei di resistenza ad una situazione che va sempre più degenerando e che sta portando alla perdita definitiva del controllo del territorio da parte di uno Stato che appare agli occhi dei cittadini lontano,molto lontano.
Stiamo chiedendo da tempo con molta insistenza la riorganizzazione delle forze di polizia in provincia di Latina,ma non abbiamo trovato ad oggi un solo parlamentare,un solo partito,un solo sindacato,una sola associazione,oltre che una sola istituzione,che ci abbiano dato ascolto.
Abbiamo in provincia di Latina Commissariati di Polizia assolutamente inutili perché immediatamente a ridosso di altri quando,invece,mancano in zone calde com’é,appunto,quella di Aprilia.
Nessuno,poi, sembra recepire l’importanza del discorso di una qualificazione delle forze di polizia in direzione dell’esigenza di un lavoro di intelligence più accentuato ed organizzato.
Non spetta a noi,che,peraltro,oltre al titolo,non abbiano uomini e risorse per fare quello che dovrebbe fare lo Stato e non fa,dipanare il bandolo della matassa.
Quello che possiamo dire e fare é chiedere al Prefetto di Latina di riunire immediatamente il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico per affrontare alla radice il problema di Aprilia e di andare,poi,al Ministero dell’Interno a chiedere,battendo i pugni sulle scrivanie,l’apertura di un Commissariato della Polizia di Stato in quella città.Lo farà?
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