Appunti dichiarazioni De Ficchy agli Stati Generali di Libera del 23-24 settembre 2009. Quando diciamo che lo Stato si é arreso alle mafie!

CONTRASTO A RICICLAGGIO ED USURA: I DOVERI E LE RESPONSABILITA’ DELLE BANCHE

(Roma 23-24 settembre 2009.Stati Generali   Ass.Libera )

APPUNTI DICHIARAZIONI PROCURATORE CAPO LUIGI DE FICCHY

Il Procuratore Capo si sofferma preliminarmente sull’importanza del Servizio Operazioni Sospette,Ufficio presso il  quale ha lavorato, istituito presso la Procura Nazionale Antimafia incaricato di approfondire le informative sui movimenti di capitali sospetti inviate dalla DIA e dal Nucleo di Polizia Tributaria.

E’ un Ufficio che analizza una mole imponente di documenti e ne seleziona i più importanti e utili per le indagini già in corso e per quelle in procinto di iniziare.

Grazie all’esperienza di servizio in tale ambito si riesce ad intravedere l’imponenza degli investimenti delle organizzazioni malavitose nel territorio del Lazio,in particolare,il  CIRCONDARIO DI ROMA ,la PROVINCIA DI LATINA ,e,da ultimo,la ZONA  DI VITERBO,territorio a non tradizionale insediamento mafioso presso il quale negli ultimi anni s’incominciano a registrare i primi eventi dolosi a danni di negozi e persone.

Il Procuratore si sofferma su ROMA CAPITALE,rappresentando il territorio ove è ed è stato maggiormente impegnato nel contrasto alla malavita organizzata,specialmente la camorra e la ‘ndrangheta.

L’infiltrazione della prima è ravvisabile nell’apertura di attività commerciali nelle quali si vende merce falsa.La contraffazione è il settore dove la criminalità campana  primeggia in quanto ha il controllo totale del Porto di Napoli,punto di arrivo dei falsi trasportati in Italia da società di navigazione della mafia cinese che li smercia a Roma e nel Lazio assieme ai clan della camorra dividendo così i proventi del traffico illecito. Il quartiere Esquilino è un esempio di tale collaborazione,testimoniata inoltre dall’operazione “ Grande Muraglia” della DDA di Roma contro i Giuliano di Forcella.

Altro affare che fa gola alla malavita campana è quello legato agli appalti pubblici,soprattutto i lavori patrocinati dalle Amministrazioni comunali ( immediato il riferimento al Comune di Fondi );in passato il clan imponeva la classica percentuale  all’aggiudicatario dell’opera,adesso invece punta a vincere direttamente la gara tramite una società di comodo intestata a prestanome.Quando non riesce in quest’intento si propone nel subappalto e sono numerose le ditte,in particolare nei bitumi,che vi riescono.

La ‘ndrangheta opera riciclando a ROMA nel settore alberghiero e ristorativi di lusso,come dimostrano i recenti sequestri di attività commerciali nel pieno centro  della CAPITALE ; il principale interesse delle associazioni mafiose calabresi rimane quello di mantenere e consolidare nel tempo i rapporti con i soggetti delle istituzioni preposti all’elargizione di finanziamenti pubblici in favore delle regioni meridionali.Possono essere politici,funzionari di alto rango e massoni che convogliano,oltre ai contributi dello Stato,anche i capitali provenienti dall’Unione Europea.

Il Procuratore conferma che a ROMA sono stabilmente residenti soggetti vicini alla ‘ndrangheta appartenenti a famiglie o vicini a figure di elevato spessore criminale da  sempre inserite nella struttura della  “Santa”,un gruppo interno segreto del quale fanno parte i solo determinati pregiudicati iscritti alla Massoneria e alle Logge Coperte.

Il Procuratore informa che attualmente,nell’ambito delle infiltrazioni mafiose,il reato più commesso a ROMA è l’USURA,che in loco rappresenta la principale attività criminale da sempre.

Tramite l’attività usuraia si controllano / si arrivano a controllare le imprese e molte realtà  economiche presenti nel territorio.

Il Procuratore cita l’esempio di  un società finanziaria  con  sede a ROMA che riceveva da un gruppo malavitoso 800.000.000 di lire a settimana successivamente ripulite con l’usura ; il titolare di detta azienda era incensurato e senza il minimo sospetto.

Appare ovvia che con simile disponibilità economica si possano  “ finanziare “ centinaia di persone in difficoltà per poi vessarle venendo in possesso dei loro beni immobili e mobili,quote societarie e intere aziende.

Il Procuratore a tal proposito riferisce di prestare attenzione inb tutto il Lazio alle società,agenzie di prestito credito.

Il Procuratore aggiunge che nel contrastare l’usura sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione degli istituti bancari che invece molte volte si sono resi complici di progetti speculativi ideati da consorterie mafiose ; viene citato il caso della Banca di Roma che ha elargito ad una società,riconducibile ad una famiglia criminale catanese, prestiti per cifre imponenti senza mai pretendere alcuna garanzia in cambio.

Il Procuratore osserva che il reato del racket nel circondario romano è presente ancora in maniera preoccupante nel territorio di OSTIA.

Quest’ultima vede protagonista nel settore la mala autoctona ( ex appartenenti e contigui alla Banda della Magliana ) che lavora assieme a rappresentanti,in loco,di gruppi camorristici.

In merito alla carenze nel contrasto al crimine organizzato il Procuratore sottolinea che:

1)   metà del  “ parco” macchine è fermo per mancanza dei capitali necessari alla loro manutenzione con grave danno per l’attività investigativa degli inquirenti,costretti a fare i conti con tale situazione di fatto.

2)   Si verificano casi paradossali come quelli di Guidonia,città di quasi 100.000  abitanti ancora senza un Commissariato.La zona è infatti  terra di conquista per gli aggregati mafiosi;

3)   Il numero insufficiente di volanti per le attività di polizia consegna il controllo del territorio alle associazioni mafiose,come nel caso della zona di ROMA SUD,in particolare CASAL MORENA,ove l’influenza del clan dei Casamonica è soffocante e si espleta nella creazione di un numero esponenziale di concessionari.

Il tutto senza il pur minimo contrasto della Giustizia.

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