Approvato nuovo codice antimafia: 129 sì al Senato, M5S non vota.ALLA FINE VEDREMO COSA USCIRA’.GIUDIZIO PER ORA SOSPESO!!!!

Il Mattino, Giovedì 06 Luglio 2017

Approvato nuovo codice antimafia: 129 sì al Senato, M5S non vota

I voti a favore sono stati 129, i contrari 56 e 30 gli astenuti. Ap ha lasciato libertà di voto. M5S ha dichiarato la posizione di astensione. La Camera dovrà ora esaminare le modifiche introdotte al Senato. E la maggioranza ha annunciato la possibilità che a Montecitorio possa cambiare ancora il testo.

Sotto la lente in particolare la norma che estende l’applicabilità delle misure di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di reati contro la P.a., come la corruzione. Norma su cui sono giunti rilievi da più parti tra cui dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone. Una misura su cui Palazzo Madama è intervenuto prevedendo che ci debba essere l’ipotesi di associazione a delinquere. In caso di modifiche da parte di Montecitorio ci sarà la necessità di un nuovo passaggio a Palazzo Madama e c’è chi teme che questa eventualità possa comportare la mancata approvazione del Ddl prima della fine della legislatura. nep

Questa mattina l’esame nell’aula del Senato. Dopo aver respinto la richiesta di FI di invertire l’ordine del giorno dei lavori per rinviare ancora una volta la conclusione del provvedimento, si è di nuovo data la parola ai gruppi. La proposta di coordinamento formale avanzata dal M5S al testo di riforma del Codice Antimafia «è inammissibile», aveva detto presidente del Senato Pietro Grasso. La proposta del M5S, spiegata da Maurizio Buccarella, era quella di togliere la limitazione della previsione dell’articolo 416 del codice penale (cioè dell’associazione a delinquere) perché si potessero estendere le misure cautelari previste per i mafiosi anche ai corrotti.

A intervenire anche il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone. Le sue indicazioni sul codice Antimafia non sono state raccolte dal Senato? «Prendo atto è giusto che sia così. Il legislatore fa le sue valutazioni. Io credo di aver dato un contributo, non credo bisognasse dire altro», ha detto Cantone, rispondendo a margine della presentazione alla Camera della sua relazione annuale. «Compito di un soggetto che svolge un’attività tecnica è fornire eventualmente indicazioni. Poi il Parlamento decide ed è sovrano», ha aggiunto, «ma è nella dialettica della democrazie esprimere le proprie idee».

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