Apprezziamo l’iniziativa dei Giovani del PD di Roma di costituire un Forum per la sicurezza e la legalità, ma…!

Quante colpe si debbono far perdonare il PD e tutto il centrosinistra nel Lazio per quanto riguarda il problema della lotta alle mafie.

Quanti silenzi!

E quante assenze!

Noi non subiamo rancori e siamo sempre pronti a dimenticare.

Purché ci sia una reale resipiscenza.

Un reale cambiamento di rotta.

Reale, però.

Come dimenticare quando la giunta Marrazzo, benché avvertita da noi con largo anticipo, approvò due deliberazioni relative a due investimenti sospetti a Borgo Vodice di Sabaudia e a Bosco Faito di Ceccano, due deliberazioni che, poi, dopo le nostre proteste e la minaccia di riempire il Lazio di manifesti, revocò “in autotutela”.

E quando la Presidente della Commissione Sicurezza della Regione Lazio Luisa Laurelli non volle farci parlare in occasione di un’audizione sugli insediamenti mafiosi sul territorio di Civitavecchia-Tarquinia.

E quando ancora il nostro compianto V. Segretario Regionale Gigi Daga – che pure ai tempi della sua militanza prima nel PCI e poi nei DS aveva ricoperto cariche importanti come Sindaco di Tarquinia, V. Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo, Assessore Regionale nella Giunta Badaloni e si era sempre rivelato amministratore saggio e preparato- fu denunciato proprio da esponenti del PD per “procurato allarme” per aver scritto sul suo giornale “Tarquinia città” che a Tarquinia e sul litorale… erano arrivati i Casalesi.

E quando, di fronte alle nostre pressanti richieste di una presa di posizione sull’archiviazione da parte della Procura di Latina dell’inchiesta “Formia Connection” che, con le intercettazioni telefoniche fatte dalla Polizia di Stato, aveva accertato l’esistenza di rapporti fra noti esponenti politici ed istituzionali della provincia di Latina, ancora in carica, e soggetti appartenenti a famiglie della camorra.

E, poi, poi, poi…

Potremmo continuare all’infinito.

Ma ci fermiamo qua.

Consideriamo positiva, oggi, l’iniziativa assunta dai Giovani Democratici di Roma di costituire un nucleo, una sorta di forum sulla sicurezza e sulla legalità.

Non a caso abbiamo voluto partecipare ieri a Roma, a Caracalla, al dibattito nell’ambito della Festa dell’Unità, sul problema del radicamento delle mafie nella Capitale e nel Lazio.

Li sproniamo a continuare ed assicuriamo ad essi il nostro appoggio di Associazione antimafia che gode di largo prestigio ed apprezzamento proprio per la sua rigorosa autonomia da partiti e caste.

A condizione, però, che non si faccia antimafia parolaia, antimafia delle autocelebrazioni e del racconto, di spot e basta, ma ci si occupi dei problemi reali, attuali, delle criticità, delle collusioni fra politica e mafie, dei silenzi della politica, delle carenze e delle complicità delle istituzioni, delle aree grige, di chi parla di antimafia solo in maniera strumentale e propagandistica.

Che si mobilitino tutte le strutture di base di tutto il Lazio a dare una mano, a noi, alle forze dell’ordine alla magistratura, segnalando fatti specifici, nomi e cognomi, sospetti, intuizioni e quant’altro.

La lotta alle mafie, annidate anche nei partiti, nelle istituzioni, fra i professionisti, fra i cittadini, è una cosa seria e non si può esaurire l’argomento trattandolo in convegni e conciliaboli.

Che si mobilitino i vertici, i parlamentari invitandoli ad essere più attenti, più attivi quando uno chiede ad essi di essere presenti a certe iniziative e non di snobbarle come sono soliti fare e a dare seguito a certe richieste di intervento nelle sedi istituzionali.

Solo così si diventa credibili.

Altrimenti si tratta di chiacchiere al vento.

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