Appalti Sanità Sicilia, 10 arresti per corruzione e tangenti: c’è anche commissario Covid regionale

IL Mattino, Sabato 23 Maggio 2020

Appalti Sanità Sicilia, 10 arresti per corruzione e tangenti: c’è anche commissario Covid regionale

di redazione

C’è anche Antonio Candela, 55 anni, attuale Coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, tra i dieci arrestati dell’operazione della Guardia di Finanza che ha svelato un intreccio perverso su un sistema che avrebbe consentito di pilotare appalti milionari della Sanità in Sicilia. L’indagine coinvolge imprenditori e funzionari pubblici. Gli arrestati sono accusati a vario titolo, di corruzione. Gli investigatori avrebbero accertato un giro di tangenti che ruotava intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’ASP 6 di Palermo per un valore di quasi 600 milioni di euro.

Antonio Candela, che è ai domiciliari, è stato Commissario Straordinario e Direttore generale dell’Asp 6 di Palermo. Durante il periodo in cui rivestiva la carica di direttore generale dell’Asp di Palermo, la più grande della Sicilia, era stato protagonista di numerose iniziative per la trasparenza e la legalità. Tanto da ricevere i complimenti dell’allora presidente della Regione Rosario Crocetta e dell’assessore alla Sanità del tempo, Lucia Borsellino, per i risparmi ottenuti dalla sua gestione. In particolare Candela aveva revocato diverse gare d’appalto con risparmi per circa 54 milioni di euro: 10 per la base d’asta della fornitura di pannoloni, 6 per la base d’asta dei sistemi informativi dell’azienda, 18 per l’appalto dei sistemi di vigilanza e circa 20 milioni il servizio di gestione e manutenzione degli impianti tecnologici.

«Un record raggiunto – aveva spiegato Antonio Candela – con una serie di aggiustamenti che tengono conto anche di alcuni fattori prima non inclusi nelle ex basi d’asta delle gare». Contro queste revoche erano stati presentati diversi ricorsi al Tar, al Cga e al Consiglio di Stato, quasi sempre i giudici avevano dato ragione all’ex manager. Il quadro che emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta nei confronti dell’ex manager dell’Asp di Palermo non è tuttavia quello di una paladino della legalità ma di una «pessima personalità», come scrive il Gip nella sua ordinanza. «Ricordati che la sanità è un condominio, io sempre capo condominio rimango», dice Candela senza sapere di essere intercettato.

Tra i dieci arrestati figura anche l’attuale direttore dell’Asp 9 di Trapani Fabio Damiani, di 55 anni. Il manager è finito in carcere insieme a un faccendiere che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il suo «referente» nel sistema delle tangenti, Salvatore Manganaro, 44 anni, originario di Agrigento.


	                    
	                
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