Appalti e sospetti, il pentito accusa i fratelli Cesaro: «Soci occulti del clan Puca»

Il Mattino, Mercoledì 14 Giugno 2017,

Appalti e sospetti, il pentito accusa i fratelli Cesaro: «Soci occulti del clan Puca»

di Leandro Del Gaudio

Ci sono le accuse di un pentito fresco di collaborazione con la giustizia, la testimonianza di un commercialista e le dichiarazioni messe nero su bianco dagli indagati della prima ora. Storia di appalti e presunte mazzette, di riciclaggio, di intimidazioni e di asserite trappole mediatiche: eccolo il fascicolo a carico dei fratelli Cesaro (Aniello e Raffaele detenuti), che vede coinvolto lo stesso parlamentare Luigi Cesaro, finito sulla graticola con l’accusa di aver minacciato una funzionaria tecnica del comune di Marano.

Tribunale del Riesame, ottava sezione, si attende la decisione del collegio presieduto dal giudice Purcaro, mentre la Dda di Napoli cala nuove carte agli atti. Spuntano le accuse pronunciate dal pentito Claudio Lamino, che punta l’indice contro i rapporti sospetti tra i due fratelli Cesaro e il clan Puca di Sant’Antimo, dicendosi disponibile a svelare due episodi recenti e misteriosi: la bomba nel centro Igea di Sant’Antimo, clinica privata convenzionata con la Campania, messa a segno qualche anno fa: era il sette giugno del 2014, quando in via degli Oleandri a Sant’Antimo il tritolo provocò paura e danni per centomila euro.

Cos’era accaduto? Oggi c’è il racconto di un pentito, che fa riferimento anche agli spari esplosi contro un’auto di Aniello Cesaro, mentre era parcheggiata in un autolavaggio del boss Pasquale Puca. Cesaro carnefici Due episodi sinistri, su cui c’è una versione agli atti, come appare evidente dalle pagine bianche e omissate depositate in queste ore. Una ricostruzione che parte da una premessa: «I fratelli Cesaro sono sempre stati dei soci di Pasquale Puca (il boss storico di Sant’Antimo), più che vittime di episodi intimidatori sono veri e propri carnefici».

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