Andate a monitorare tutto il settore delle “aste giudiziarie” ed accertate CHI se le è aggiudicate e se le aggiudica!!! In provincia di Latina c’é un impianto investigativo carente

L’INADEGUATEZZA (VOLUTA?) DEGLI IMPIANTI INVESTIGATIVI E GIUDIZIARI IN PROVINCIA DI LATINA
Ci svolazzano idealmente davanti agli occhi – e la loro immagine non ci abbandona mai, levandoci il sonno – quelle note buttate giù e rese pubbliche, la prima, durante la vicenda Fondi, dei due magistrati della DNA a proposito delle inchieste fatte nel distretto giudiziario di Latina riguardanti reati di natura mafiosa rubricati come reati comuni e la seconda di pochi giorni fa di un ex commissario aggiunto della Questura di Latina che denuncia l’impedimento che gli sarebbe stato opposto per portare avanti inchieste di un certo rilievo.
Ci saremmo aspettati al riguardo un chiarimento da parte della Questura di Latina al quale avremmo dato la più ampia divulgazione, ma dobbiamo constatare che, ad oggi esso, non è arrivato.
Confermiamo tale nostra disponibilità in qualsiasi momento.
Le cose sono cambiate nella Procura di Latina dopo l’arrivo dei nuovi Procuratori e di altri magistrati e ci auguriamo che anche nella Questura di Latina, con la venuta del Questore De Matteis che conosciamo come funzionario bravo e competente, l’azione della Polizia di Stato in provincia di Latina contro la criminalità mafiosa diventi più incisiva ed efficace, soprattutto per
quanto riguarda l’individuazione dei patrimoni illeciti e delle movimentazioni finanziarie sospette.
Confidiamo molto nelle qualità del nuovo Questore quindi, tenuto anche conto degli eccezionali compiti di natura preventiva che gli attribuisce la legge la quale gli consente di emettere provvedimenti in maniera del tutto autonoma, al contrario di quanto, come si sa, è previsto per i Comandanti provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri.
Il problema, sempre per quanto riguarda la Polizia di Stato, resta nelle strutture periferiche, soprattutto nel sud pontino, dove le criticità non toccano affatto l’aspetto numerico come molti ritengono, ma la “qualità” dell’azione investigativa.
Oggi, quando si parla di mafia, bisogna parlare di impresa, di capitali, di soldi.
Giovanni Falcone diceva sempre: “seguite il filone dei soldi e troverete la mafia”.
La Questura di Latina deve attrezzarsi, sia al centro che nei Commissariati, con degli efficienti gruppi specializzati in indagini di natura patrimoniale.
Altrimenti essa non ce la farà facilmente ad uscire, per quanto riguarda la lotta alla criminalità mafiosa, dallo stato di inadeguatezza nel quale è piombata dopo che bravi investigatori del livello di Nicolino Pepe, di Cristiano Tatarelli, di Alessandro Tocco sono stati trasferiti altrove, ad incarichi superiori.
Via, intanto, il Commissariato da Gaeta, con il trasferimento del personale a quello di Formia che deve essere elevato al rango di Supercommissariato, con al vertice un 1° Dirigente e con l’istituzione in esso di una Sezione della Squadra Mobile di Latina e, poi, anche una rotazione dei vari dirigenti negli altri Commissariati della provincia.
Al fronte occorre personale motivato e preparato.
Della Guardia di Finanza non possiamo che parlare che bene dopo la svolta impressa dai Colonnelli Kalenda e Brioschi che, purtroppo, sono andati via, chiamati a più alti incarichi, il primo al Comando Generale ed il secondo all’estero. Ma abbiamo fiducia nei nuovi Comandanti provinciale, del gruppo di Formia, della Compagnia di Fondi e dei gruppi mobili.
I risultati si cominciano a vedere.
L’ultimo, quello che riguarda il sequestro del fabbricato a Formia il cui acquisto era sfuggito all’attenzione tra le maglie di una legislazione sulle aste giudiziarie che va tutta monitorata perché è fra quelle maglie che si corre il rischio che la criminalità e bande di affaristi si infiltrino.
E, a proposito di aste giudiziarie, riteniamo doveroso attirare l’attenzione su quella che riguarda una grossa azienda di allevamento di Itri, messa sù con tanti sacrifici da lavoratori onesti di questa cittadina e che nei prossimi giorni, purtroppo, andrà per la terza volta all’incanto su mandato del Tribunale di Cassino.
L’Associazione Caponnetto ha già chiesto più di un anno fa al Procuratore Pignatone di disporre l’apertura di un’inchiesta su tutto il settore delle aste giudiziarie da Roma fino ai confini con la Campania. Ciò, in quanto abbiamo la sensazione – ed ora più di una semplice sensazione- che la camorra voglia mettere le mani sopra alle aziende in difficoltà.
Bisogna cominciare a controllare bene, per fugare ogni preoccupazione al riguardo, quanto avviene negli ambienti dei fallimenti.
Davanti ai nostri occhi si alternano ombre e piccole luci, le prime che riguardano il passato, le seconde che ci aprono il cuore e la mente ad un pò di speranza.
Sempre, però, che non si metta, come talvolta, di traverso una classe politica – e quella istituzionale eventualmente appiattita su questa – che è la più impreparata ed irresponsabile che ci sia mai stata in provincia di Latina e nel Lazio dal dopoguerra ad oggi.
Riflettori, quindi, accesi al massimo.
Ma da parte di TUTTi, proprio TUTTI, NESSUNO ESCLUSO.
Questo anche perché non va mai dimenticato che quelli delle mafie sono SEMPRE accesi, senza un attimo di interruzione!

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