Anche la CISL scende apertamente in campo a Roma contro le mafie. Le parole del Procuratore Pignatone ci fanno rinascere la speranza. Grazie Dottor Pignatone!!!

Finalmente a Roma anche la CISL, dopo la CGIL, rompe il silenzio e scende in campo contro le mafie.

Lo abbiamo letto con un profondo senso di sollievo che fa seguito ad un lunghissimo tempo di angoscia tipica di chi, come chi scrive, ha contribuito negli anni ‘50 a creare quella grande organizzazione sindacale.

“Si può bloccare la penetrazione criminale, ha detto Raffaele Bonanni ad un convegno promosso dal sindacato ed al quale hanno partecipato anche il Procuratore Capo Pignatone, il Questore ed il Prefetto, solo con una grande mobilitazione civile.

Non possiamo lasciare sole le forze dell’ordine e siamo qui per questo”..

E’ quello che diceva sempre Paolo Borsellino e che noi andiamo ripetendo da dieci anni.

Il sindacato ha preso coscienza della gravità del fenomeno mafioso a Roma e nel suo hinterland e noi esultiamo per questo.

Aspettiamo, però, che alle parole seguano i fatti, anche nelle periferie, perché la sensazione diffusa è che per troppo tempo il sindacato (esclusa la CGIL, in verità, che si sta battendo da anni) ha taciuto e solo ora, quando i buoi sono quasi scappati tutti dalle stalle, esso dice di voler scendere in campo.

Nello stesso convegno hanno parlato anche il Procuratore Capo Pignatone ed il Prefetto Pecoraro.

Era prevedibile che, con l’arrivo a Roma di un Procuratore Capo della statura del Dr. Pignatone, tutti i vertici istituzionali della Capitale sarebbero usciti da quel profondo sonno che ha caratterizzato finora la loro condotta sul piano della lotta alle mafie.

Abbiamo ancora nelle orecchie le parole di Prefetti che si sono sbracciati a sostenere che… nella Capitale… non ci sono mafie, o, peggio,… che “Roma è la città più sicura d’Italia”.

Solo dopo l’arrivo del Procuratore Pignatone la musica sembra cambiata un poco.

Un poco, perché, sempre secondo quanto riportato dalle cronache, si stenta ancora a sentire o a leggere la parola mafia…

Leggete attentamente quanto avrebbe detto, sempre stando alle cronache, l’attuale Prefetto di Roma durante il convegno della CISL:

“Oggi possiamo avere indizi di una presenza (mafiosa ndr) nell’ambito del mondo del commercio e del mondo industriale” (v. Il Tempo del 13 ottobre 2012).

Stiamo ancora agli “indizi”, quando ti accorgi anche ad occhio nudo che le attività economiche della Capitale (e del Lazio) sono ormai quasi per intero nelle mani dei mafiosi e quando questi sono arrivati perfino nei partiti e nelle stesse sedi istituzionali, a tutti i livelli!!!

Ma il Procuratore Pignatone ha dato anche l’annuncio che ci fa esultare:

la creazione entro dicembre di una task force contro la criminalità organizzata di stampo mafioso e non.

Una sorta di quel “pool” che, nato a Palermo con Caponnetto, Falcone, Borsellino e gli altri coraggiosi magistrati dell’epoca, ha ridato la speranza a tutti gli italiani onesti di una possibile riscossa morale, intellettuale, sociale, economica e politica.

Una speranza che con gli anni è andata, però, scemando, purtroppo, ma che la presenza a Roma di Pignatone ravviva e fa rinascere nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Grazie, dottor Pignatone.

Noi siamo pronti, come con tutti quei magistrati che mostrano di voler lavorare seriamente come lei, a darle tutta la collaborazione possibile.

Ricominciamo, con lei, a sperare.

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