Anche campi di addestramento e traffico di armi.E sempre in Somalia dove stava indagando Ilaria Alpi………………..Da dove partiva il traffico di armi? Dal porto di Gaeta ?

In una storia di ADDESTRAMENTI MILITARI e TRAFFICO D’ARMI spunta un fruttivendolo presunto “riferimento sul territorio di Michele Zagaria”

“A me è stato offerto un contratto per due anni. Dodicimila euro al mese, spesato, perché là le spese sono zero. E siccome che io non sono uno come loro che ho fatto già… però… so”

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Non diciamo niente di nuovo, perché quello che c’era da raccontare (quello che si poteva raccontare) è già stato riferito da Report.

A dire il vero siamo arrivati anche tardi: il servizio, preparato  per la trasmissione della Gabanelli, infatti,  è stato mandato in onda lo scorso 15 novembre. Nonostante l’indugio, però, visto che il potenziale dell’inchiesta  è enorme e tocca anche la nostra provincia, riteniamo, comunque, sia giusto affrontarlo.

E’ una storia assurda, condita da personaggi, alcuno dei quali,  12 giorni fa, sono stati coinvolti anche “in una maxi perquisizione del Gico della Guardia Di Finanza di Venezia coordinati dalla DDA di Napoli, con il supporto delle nostre agenzie di sicurezza”.

Si parte da Londra, dalle sponde del Tamigi, dal Blackfriars Bridge, il Ponte dei Frati Nere: dà il via alla trama un “importante trafficante d’armi. E’ nato in Italia, ma vive tra Londra, Dubai e Malta”

Si, avete capito bene,  è una di quelle storie che allieta gli animi dei dietrologi e fa sobbalzare, invece, chi, crede nell’utopico manicheismo tra bene e male, tra bianco e nero.

Non ripercorriamo in quest’articolo tutte le tappe affrontate nell’inchiesta da Sigfrido Ranucci, cronista che dal 2006 fa parte della squadra di Report. Diciamo solo, per fornirvi un’infarinatura dignitosa, da approfondire poi guardando per intero la trasmissione (CLICCA QUI), che tutta la vicenda ruota intorno ad un progetto di addestramento di milizie su richiesta di un somalo che ha vissuto a lungo in Italia”, progetto che sarebbe stato organizzato da eterogenei individui, tra i quali figura pure un fruttivendolo di Parete.

Partendo da questo ipotizzato campo di addestramento, Report arriva successivamente anche ad affrontare supposti tentativi di un ex promoter della Mediolanum di “piazzare in paesi sotto embargo elicotteri prodotti da Finmeccanica – Agusta“

Fermiamoci. Tutta la questione, intricatissima, diventa per noi appetibile perché lambisce  l’agro aversano. Più precisamente, come già abbiamo scritto, sfiora un commerciante di frutta di Parete. Si tratta di “Francesco Chianese, detto ‘O Santulillo’”, il quale,  “con il figlio, – così  lo annuncia  il cronista Ranucci, – sarebbe il riferimento sul territorio dell‟ex-latitante Michele Zagaria, il più potente e feroce dei capi del clan dei Casalesi.”

Quest’uomo, con precedenti penali, stando a quanto raccontato dal giornalista, sarebbe stato contattato da un tale Giancarlo Carpi per contribuire nell’organizzazione del campo di addestramento in Somalia.

“A me è stato offerto un contratto per due anni. Dodicimila euro al mese, – ha dichiarato il fruttivendolo al giornalista. –  Spesato, perché là le spese sono zero. E siccome che io non sono uno come loro che ho fatto già… però… so. […] C’ho l’esperienza privata (esperienza con le armi ndr), insieme a loro. […]. Io insieme a loro finivo di acquisire un po’ di esperienza, che io ho acquisito insieme a loro stessi. In nero. In nero, come dire? Ho fatto parte pure io in qualche modo, in qualche cosa.”

“Il sospetto, – ha dichiarato Ranucci nel suo servizio, –  è che parte dei soldi che Chianese e figlio avrebbero intascato per addestrare i somali sarebbero poi finiti nelle casse della camorra.”

Giuseppe Tallino

CLICCA QUI PER GUARDARE LA PUNTATA DI REPORT DELLO SCORSO 15 NOVEMBRE

PUBBLICATO IL: 24 novembre

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