ANAS, in 55 (tra cui la Dama Nera) rischiano processo per corruzione

Antonella Accroglianò, la ormai famigerata “Dama Nera” dell’ANAS, è al redde rationem. Insieme a lei, 39 persone fisiche e 15 società che, dopo due anni di indagini, ora rischiano una condanna per corruzione. Coinvolto anche l’ex sottosegretario Luigi Meduri >>leggi qui<<

I pm di Roma Maria Sabina Calabretta e Mariarosaria Guglielmi hanno depositato gli atti conclusivi degli accertamenti che hanno permesso di rivelare al mondo un “sistema corruttivo collaudato e per nulla episodico” finalizzato all’aggiudicazione di appalti, ad abbreviare i tempi di pagamento ed a sbloccare contenziosi penali.

Salvo colpi di scena, dunque, si procederà con il rinvio a giudizio di tutti gli indagati.

Tra loro, oltre alla Accroglianò e alle sue “ciliegie”, ci sono molti funzionari ed ex dirigenti dell’ANAS: Oreste De Grossi, Antonino Ferrante, Sergio La Grotteria e Giovanni Parlato. Tutti licenziati.

E a buon ragione. Al di là di come si concluderà il processo, infatti, i reati contestati sono pesanti: si va dall’associazione per delinquere alla corruzione, passando per la truffa e l’abuso d’ufficio. Senza dimenticarsi la turbativa d’asta e il voto di scambio. Ce n’è per tutti i (dis)gusti.  A rischiare il processo i due imprenditori Concetto Bosco e Domenico Costanzo, alfieri dell’Antimafia.

Una domanda: al di là dei nomi che sono balzati ai disonori della cronaca, quante persone toccate dal marciume – ma non coinvolte nell’inchiesta – sono ancora, ben comode, alla loro scrivania, anzi, magari ne sono venute fuori più rafforzate?

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