Amministrazione comunale ed i partiti politici di Gaeta compiano un atto di coraggio e di civiltà che faccia uscire la città dalla “palude pontina”

#gaeta / Una piazza o una via per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, l’idea dell’Associazione Caponnetto 

da Antonia De Francesco

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L’Amministrazione comunale e le forze politiche di Gaeta compiano un atto di alto significato civile e morale per far uscire la città ed il territorio dalla ‘palude pontina’ ed intitolino una piazza o una via centrali a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin“. Sono trascorsi ventidue anni dalla morte della giornalista italiana del Tg3, uccisa in Somalia, a Mogadisco, con il suo operatore Miran Hrovatin, mentre seguiva la guerra civile somala, indagando sul traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali., e a formulare la richiesta è l’Associazione Nazionale Antimafia “Antonino Caponnetto” che spiega: “Sarebbe,questo,un atto dal profondo significato civile e di riscatto dopo decenni di silenzi ingiustificabili e di complicità morali rispetto ad una situazione tragica del Paese gravato da trame,intrighi, che vedono come autori pezzi dello Stato e mafie nazionali ed internazionali”.

“La città di Gaeta – spiega la nota a firma “Caponnetto” – nella vicenda di questi due assassini, resta, agli occhi dell’opinione pubblica mondiale,oggettivamente coinvolta ,in quanto,pur non avendo avuto responsabilità dirette,ha visto il suo Porto,stando anche alle dichiarazioni di Collaboratori di Giustizia, probabilmente utilizzato come scalo per lo smercio di sostanze nocive e di altri materiali. Non a caso é proprio nelle sue acque che é stata sequestrata e rimasta per anni all’ancora la nave “21 Ottobre”,componente di quella flottiglia sospettata di essere l’autrice di traffici di sostanze radioattive e di armi verso la Somalia,traffici sui quali stava indagando appunto Ilaria Alpi. L’intitolazione di una delle piazze o delle vie centrali cittadine a queste due vittime di mafia ,oltre che un atto di gratitudine umana nei confronti del loro sacrificio,rappresenterebbe un segnale forte di civiltà e di riscossa di una città che mostrerebbe ,così, una forte volontà di rifiutare una sua resa definitiva alla mafia”.

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