Allora come fare per combattere le mafie? Ci scrivono alcuni amici da tutta Italia‏.

“Allora, come combattere le mafie?”, ci scrivono molti amici da tutta Italia.
Lo stiamo dicendo da 10 anni, da quando è nata ufficialmente l’Associazione Caponnetto, costituita da un nucleo di 4 volenterosi di Gaeta e, poi, estesasi prima a tutta la provincia di Latina, poi al Lazio e, successivamente, alla Campania, al Molise, all’Abruzzo e, grado a grado, a tutta Italia:
smettendola di fare retorica, commemorazioni, ricostruzioni storiche e finendola di raccontare i fatti già avvenuti.
L’antimafia del giorno DOPO.
Facendo, invece, un salto di qualità e passando alla fase dell’ANTIMAFIA DEL GIORNO PRIMA, DELL’INVESTIGAZIONE E DELLA DENUNCIA, FATTI SPECIFICI, NOMI E COGNOMI.
Gli organismi competenti hanno bisogno, per lavorare, di FATTI e non di storia, sociologia, pur utili ma solo per chi vuole arricchire il proprio bagaglio culturale.
E’ necessario intervenire PRIMA, prima che i fatti si verifichino, prima che i mafiosi si insedino sui territori e facendo in modo che ciò non avvenga.
O, comunque, facendo sì che essi, appena insediatisi, non consolidino la loro presenza ed infettino il tessuto economico, politico ed istituzionale di ogni singolo territorio.
l’ANTIMAFIA DEL GIORNO PRIMA, CHE E’ TUTTO IL CONTRARIO DI QUELLA DEL GIORNO DOPO!!!
Come raggiungere questo obiettivo?
Aderendo all’Associazione Caponnetto e costituendo in ogni comune un nucleo di persone che svolgano il ruolo di vere e proprie SENTINELLE sul proprio territorio.
Persone motivate, che abbiano consapevolezza della gravità della situazione, che non siano animate da ambizioni di natura partitica e da schematismi politici e che, quindi, non aderiscano all’Associazione pensando di strumentalizzarla per scopi elettoralistici o personali.
Queste ultime persone sono le peggiori nemiche di un’antimafia seria perché, una volta entrate nelle Associazioni antimafia, ne snaturano il ruolo, ne danneggiano l’immagine, creano frizioni interne, divisioni, spaccature e le costringono all’inerzia.
Oggi nessun partito politico – ripetiamo, nessuno – può vantarsi di aver combattuto o di combattere seriamente le mafie, le quali sono ormai annidate in tutti i partiti, da destra come a sinistra.
Centinaia di amministrazioni comunali sono state sciolte nel Paese per mafia e fra queste ci sono amministrazioni di centrodestra come di centrosinistra.
Per onestà intellettuale ci sentiamo obbligati a dichiarare che nel Lazio, tanto per citare un esempio, noi dell’Associazione Caponnetto abbiamo trovato resistenze ed ostracismo più a sinistra che a destra (non a caso abbiamo denunciato più volte in alcune note il comportamento vergognoso a Roma di Zingaretti e dei suoi collaboratori del PD che hanno voluto escludere, a vantaggio di sigle insignificanti ed esistenti solo sulle carta ma… con il “merito” di essere targate PD e SEL, dal Comitato di coordinamento della Consulta Provinciale Antimafia, Associazioni importanti come la Caponnetto e CODICI solo perché non allineate politicamente).
Durante tutta la campagna elettorale del centrosinistra per le primarie, non è stata spesa una sola parola sul problema relativo alla lotta alle mafie.
Se oggi le mafie – al plurale, perché c’é la mafia militare, quella politica, quella economica, unite nel loro disegno criminoso, un unicum – hanno raggiunto il livello di penetrazione nell’economia e nelle istituzioni che notiamo, le responsabilità sono UNICAMENTE POLITICHE.
L’” antimafia partitica” va considerata, quindi, la peggiore nemica dell’antimafia reale.
Detto questo, qual’é il compito di quanti vogliano impegnarsi sul piano di una lotta seria alle mafie?
Osservare, annotare e segnalare all’Associazione ogni movimento o fatto che avviene nei singoli territori in modo da consentirci, a nostra volta, di segnalarli a chi di dovere.
Agli organismi istituzionali investigativi e giudiziari competenti centrali.
Concessioni edilizie, varianti urbanistiche, autorizzazioni commerciali, passaggi di proprietà, collusioni fra soggetti criminali ed esponenti politici o delle istituzioni.
Questo – e solo questo- rappresenta un modo serio di fare antimafia.

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