ALLARME DI “ ITALIA NOSTRA”-CHE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CONDIVIDE E RILANCIA – PER LE AREE DELL’AEROPORTO DI GUIDONIA

NON FACCIAMOLE CADERE NELLE MANI DELLA SPECULZIONE PRIVATA !!!!

Associazione nazionale per tutelare il Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione Consiglio Regionale del Lazio Viale Liegi 33, 00198 Roma

Comunicato Stampa

Data 7 Agosto 2019

Le strutture della D.S.S.E. nell’aeroporto di Guidonia sono tuttora prive di tutela, e minacciate dall’estromissione dal Demanio dello Stato

Tra i “beni e gli strumenti d’interesse per la storia della scienza e della tecnica”, inseriti tra le “categorie speciali di beni culturali” dal comma f) dell’art. 3 del D.L. del 29/10 1999, n. 490, le strutture residue della D.S.S.E. (Direzione Superiore Studi ed Esperienze) all’interno dell’Aeroporto A. Barbieri di Guidonia, sono tra le più rilevanti a livello non solo nazionale. Sono la viva testimonianza del grado di eccellenza dell’aeronautica italiana, riconosciuto a livello mondiale, nel periodo tra le due guerre. Qui, già negli anni trenta, si effettuarono i primi studi sul volo supersonico, nelle imponenti strutture, ancora ben visibili, della galleria del vento supersonica, in quegli anni di gran lunga la più avanzata al mondo. Le ricerche svolte nella D.S.S.E. furono alla base dei numerosi primati dell’aeronautica italiana tra le due guerre. Tra gli scienziati attivi nella D.S.S.E. basterà citare Gaetano A. Crocco, fondatore della ricerca aeronautica in Italia, Antonio Ferri e Luigi Crocco, che nel dopoguerra occuparono posizioni di primissimo piano negli Stati Uniti nello sviluppo del volo supersonico e del programma aerospaziale, Luigi Broglio, che fu direttore del progetto San Marco, permettendo all’Italia, come terzo paese al mondo di lanciare un satellite in orbita, Algeri Marino, allievo di Marconi, a cui si deve il notevole sviluppo delle telecomunicazioni in Italia nel dopoguerra.

L’importanza storica della D.S.S.E. fu alla base della richiesta, da parte della N.A.S.A., l’agenzia spaziale americana, del gemellaggio tra Guidonia e Cape Canaveral, celebrato nel 1988, che avrebbe dovuto segnare il primo passo per la valorizzazione culturale delle strutture, danneggiate dagli eventi bellici. Negli anni 1999/2000, per iniziativa di un gruppo di personalità del settore aeronautico, tra cui il Prof. Ing. Luigi Broglio, il Prof. Ing. Bernardino Lattanzi ed altri, si pensò a come recuperare e valorizzare il comprensorio della D.S.S.E. Fu istituito, con delibera 29/06/2000 del comune di Guidonia, un Gruppo di Lavoro (GdL) che includeva l’Aeronautica Militare (A.M.)/Genio e il comune di Guidonia. Su richiesta del detto GdL l’Ing. Tullio Cardia consegnò al comune l’elaborato: “Elementi riassuntivi di un progetto per un Centro Internazionale Aeronautico Alessandro Guidoni”, redatto con il contributo di Broglio, Lattanzi ed altre personalità del settore, che prevedeva la tutela e valorizzazione della D.S.S.E. secondo quanto previsto dall’art. 3 del succitato D.L. 490/99.

Purtroppo, dopo l’improvvisa scomparsa del Prof. Ing. Luigi Broglio, nel gennaio 2001, ci sono state forti “interferenze” in questo procedimento. Del resto sono ben presto apparse forti resistenze, da parte soprattutto dell’amministrazione comunale, dovute alla prospettiva di utilizzare altrimenti i 18 ettari occupati dalle strutture della D.S.S.E. Ci furono ripetuti tentativi

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