Alcune considerazioni a margine del grande convegno di Giugliano.

Si parlava di vita e di morte.Di morte di migliaia e di centinaia di migliaia di persone .Non di bruscolini.E latitare ,disertare il confronto,anche lo scontro eventualmente ,é atto grave.Gravissimo.Di una gravità eccezionale.Soprattutto se da parte di chi ricopre  alte responsabilità,politiche od amministrative che siano .Significa non voler parlare di queste cose .Significa volersene disinteressare-Un segnale inquietante.L’unico rappresentante del governo centrale  esistente sul territorio é mancato .Il Prefetto di Napoli non solo non é venuto ,ma,ammesso anche che abbia avuto un impegno  imprevisto,non ha avuto la sensibilità  nemmeno di mandare un suo sostituto ed un suo messaggio  di partecipazione e di condivisione.Anche il Governatore De Luca é mancato,ma ha mandato il suo portavoce il quale ha partecipato al dibattito,ha risposto alle domande postegli ed ha assunto degli impegni pubblicamente.Il Prefetto niente  di niente. Quando noi diciamo :amici,occhio alle prefetture  perché é dalle prefetture che parte o non parte la lotta alle mafie.Dalle prefetture partono gli input,gli ordini.Esse sono  la rappresentanza diretta del Ministero dell’Interno sul territorio  e da esse dipende tutto.La prevenzione antimafia,le interdittive antimafia,i comitati provinciali per la sicurezza e l’ordine pubblico ,la protezione  dei magistrati,dei Testimoni  e dei Collaboratori di Giustizia  nella fase di urgenza,tutto é a carico delle Prefetture .E se nelle Prefetture non c’é un prefetto  che si muove,che é attivo,che é sensibile ,come pure ci sono stati e ci sono in verità,va tutto a scatafascio e di lotta alle mafie non se ne parla proprio.
Come,appunto,sembra capitare a Napoli ,dove ,se non ci fosse  la Magistratura,forse parlare di camorra sarebbe come se si trattasse  parlare di arabo.
Povera Napoli e poveri napoletani !
Associazione Caponnetto
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