Al rione Sanità scompare la camorra, boss introvabili dopo gli ultimi omicidi

Al rione Sanità scompare la camorra, boss introvabili dopo gli ultimi omicidi
E’ calato il coprifuoco tra i vicoli del centro storico: le cosche si preparano a nuove azioni delittuose

di REDAZIONE

NAPOLI. Cala il coprifuoco al rione Sanità. Gli investigatori non hanno abbassato i ‘riflettori’ sui vicoli del centro storico, dopo l’escalation di agguati ad inizio settembre. Ora c’è un aspetto che preoccupa le forze dell’ordine: nei servizi di controllo del territorio, le pattuglie non ‘incrociano’ più i ras. I boss sono scomparsi. Non si fanno vedere in giro. E’ un campanello d’allarme per gli ‘007’ della questura: le cosche non hanno trovato un accordo per la pace, dopo la lunga scia di sangue. Sono ancora in guerra e i potenziali obiettivi dei commando evitano di restare a portata di tiro. E’ la sintesi degli investigatori della questura, che hanno redatto l’ultima informativa sugli equilibri criminali al rione Sanità. Un resoconto da brivido: i ras dei Vastarella, dei Sequino, dei Savarese e di quel che resta dei Genidoni non si vedono in strada. Temono nuovi agguati, perché non è stata raggiunta una intesa dopo lo scontro armato.

Un investigatore esperto spiega che probabilmente ‘pesano’ gli omicidi subiti nel ristretto cerchio della famiglia. Ecco perché ora è difficile sedersi a un tavolo, per trovare un accordo e siglare la “pace”. La tensione resta altissima anche in queste ore. E in una situazione di conflitto aperto, diventa rischioso anche prendere un caffè al bar, o scendere a fare la spesa. Insomma la faida prosegue sottotraccia ed è anche una guerra di nervi.

I ras della zona sono nel mirino dei gruppi di fuoco: basta una disattenzione, o una distrazione per essere intercettati dai commando rivali. Gli agenti della squadra mobile e del commissariato San Carlo Arena pattugliano le stradine del centro, per intercettare i centauri armati. E nelle ultime settimane sono state effettuate decine di perquisizioni domiciliari, per monitorare i ras della zona. La faida rischia di insanguinare i vicoli del rione Sanità. Il quartiere, fino a pochi mesi fa è stato teatro del violento scontro tra i Vastarella e gli Esposito-Genidoni. Ora 611 Gli inquirenti: il territorio ora è troppo frammentato con tensioni e liti continue potrebbe essere scosso da una nuova faida. È questa l’opinione degli investigatori dopo l’omicidio di Vittorio Vastarello, figlio del ras Raffaele, colpito mentre si trovava in via San Vincenzo.

La tensione era salita alle stelle dopo l’agguato in vico Nocelle il 3 agosto scorso, quando un ‘commando’ uccise Salvatore Esposito, ras del Gavone, e Ciro Marfè, quest’ultimo vicino agli ambienti dei Sequino, di stanza sempre nella Sanità. In realtà, spiegano gli investigatori, qualcosa aveva iniziato a muoversi già nei mesi precedenti, quando in via Fontanelle, cuore del territorio controllato dai Vastarella, erano stati compiuti alcuni raid armati. Inizialmente, però, gli investigatori aveva”ho ipotizzato che si trattasse di un ‘colpo di coda’ della guerra che aveva contrapposto i Vastarella agli Esposito-Genidoni. Una teoria, però, crollata all’indomani del duplice omicidio Esposito-Marfè.

Il commando che entrò in azione in vico Nocelle sarebbe partito da un’abitazione della zona e aveva agito con un piano studiato nei minimi dettagli: una sorta di appuntamento trappola per Esposito. Dalle ultime informative della polizia emerge una contrapposizione sempre più decisa tra i Vastarella e i Sequino. I due gruppi, infatti, dopo essersi coalizzati contro gli Esposito-Genidoni, come confermato dalle intercettazioni raccolte presso l’abitazione milanese dello stesso Antonio Genidoni, sarebbero entrati in rotta di collisione a causa della gestione delle attività illecite e, in particolare, dello spaccio di droga. Ora sarebbero saltati i già precari equilibri tra i gruppi di stanza nel centro storico.

Fonte: Cronache di Napoli

28/09/2016

fonte:www.internapoli.it

Archivi