Agguato di mafia a Casalpalocco-Roma a settembre 2007, due arresti nel Lazio

I carabinieri hanno arrestato due uomini, Roberto De Santis e Roberto Giordani, per l’agguato nei confronti del pregiudicato siciliano Vito Triassi, legato alla cosca mafiosa dei Cuntrera-Caruana di Siculiana (AG), avvenuto a Roma Casal Palocco il 20 settembre del 2007. I due devono rispondere di lesioni aggravate e premeditate (con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di intimidazione, assoggettamento ed omertà proprie delle associazioni di tipo mafioso),

nonché di detenzione e porto abusivo di armi. Decine di perquisizioni sono tuttora in corso nei confronti di altri soggetti a vario titolo coinvolti, tra cui lo stesso Vito Triassi, indagato per favoreggiamento perché si è sempre rifiutato di riferire ai Carabinieri cosa gli fosse accaduto, e un altro pregiudicato romano, per simulazione di reato e favoreggiamento, che con la sua auto aveva accompagnato i due arrestati per l’esecuzione. L’indagine che ha portato in carcere i due, è stata condotta dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Ostia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, avviata all’indomani dell’episodio del 2007, determinato da attriti tra gruppi criminali operanti ad Ostia, per conquistare la leadership negli interessi economici sul litorale.

Parlavano dei loro aggressori nel salotto di casa e pensavano di non essere ascoltati mentre i carabinieri, attraverso intercettazioni ambientali, sentivano tutto. E’ stata questa la svolta che ha permesso l’arresto di Roberto De Santis detto ‘Nasca’ e Roberto Giordani detto ‘Cappottone’ che il 20 settembre 2007 a Casal Palocco, sul litorale romano, hanno gambizzato Vito Triassi, pregiudicato siciliano legato alla cosca mafiosa dei Cuntrera-Caruana. Non sono bastate le misure che aveva preso Vito Triassi, indagato per favoreggiamento perché si era sempre rifiutato di riferire cosa gli fosse accaduto: discuteva dell’agguato con il fratello nel salotto di casa solo dopo aver lasciato i cellulari fuori dalla stanza per paura di essere in intercettato. Chiarita anche la dinamica dell’agguato attraverso la testimonianza di alcuni passanti che hanno visto un gruppetto di persone discutere animatamente, e poi, dopo l’esplosione di alcuni colpi, una Mercedes fuggire via con alcune persone a bordo. Ed era proprio l’auto l’unica traccia su cui hanno lavorato i carabinieri in un primo momento; un’ora dopo la sparatoria, il proprietario della vettura, un pregiudicato di Ostia che aveva scontato sei anni di carcere per omicidio preterintenzionale, si é presentato per denunciare di essere stato rapinato della Mercedes sulla Cristoforo Colombo. L’uomo, alla luce dei nuovi sviluppi dell’indagine che lo individuano come l’autista dell’ agguato, è indagato per simulazione di reato e favoreggiamento. Per quanto riguarda il movente dell’attentato è da ricercarsi negli attriti di due gruppi criminali che operano ad Ostia per il controllo e la gestione di chioschi e altre attività commerciali del litorale. Dall’indagine ‘Goodfellas’, durata più di 2 anni, è emerso anche che nella vicenda erano coinvolti due esponenti di spicco della criminalità di Ostia; De Santis e Giordani si erano infatti rivolti a Michele Senese, uno dei punti di riferimento a Roma del narcotraffico internazionale, per avviare una mediazione con i fratelli Triassi ed evitare una escalation di violenza. Senese contattò il narcotrafficante Carmine Fasciani che invitò i fratelli Triassi a non reagire con altra violenza.

(Tratto da SiciliaInformazioni)

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