Affermazioni preoccupate del Sindaco di Gaeta. Parliamone

PREOCCUPATE AFFERMAZIONI DEL SINDACO RAIMONDI NELL’ULTIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GAETA

Una conferma di quanto noi stiamo denunciando da anni.

A Gaeta – e nell’intero sud pontino – gli spazi di agibilità civile si riducono sempre più a causa di una presenza sempre più asfissiante di soggetti sospetti provenienti da oltre Garigliano e di attività economiche ad essi presumibilmente collegabili.

“Aggià accattà tutt cos” si fa strada sempre più e non c’è, ormai, particella dei piani approvati di recente- ed altro – che sfuggano all’attenzione degli ambasciatori di oltre Garigliano.

In questo quadro, le affermazioni del Sindaco Raimondi durante l’ultima riunione del consiglio Comunale hanno provocato uno sconquasso in un’opinione pubblica sonnolenta, qual’è quella Gaetana, dimentica del fatto che la città del Golfo è quella che registra il più alto numero di beni confiscati alle mafie di tutta la provincia di Latina: ben 21.

Un Sindaco che, già prima del suo insediamento, per la verità, unico in provincia di Latina, ebbe il coraggio di parlare della sua città come di una “lavatrice di denaro della camorra”.

Quello che noi denunciamo da sempre.

Non siamo in grado di giudicare se a tali affermazioni siano seguiti atti conseguenti.

Non sembra, però, che i riflettori siano stati accesi come si dovrebbe!

E questo ci impensierisce molto.

Oggi il Sindaco Raimondi aggrava la dose ed addirittura parla di rischio di perdita di “dignità e libertà”.

Egli ha promesso di parlarne pubblicamente.

Non glielo consigliamo, se ha nomi e cognomi da fare, perché potrebbe, così facendo, compromettere l’esito delle eventuali indagini da avviare.

Se egli dispone di elementi concreti che potrebbero essere dei veri e propri spunti investigativi su presenze ed attività di cui anche noi abbiamo sentore, parliamone per concordare azioni e modalità.

Attendiamo un suo segnale.

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