Affare Cirio, politici e imprenditori ‘al tavolo’ dell’ex Boss delle Cerimonie

Affare Cirio, politici e imprenditori ‘al tavolo’ dell’ex Boss delle Cerimonie

Di Redazione Internapoli -19 Maggio 2020

Tra l’ottobre e il novembre del 2013 Tobia Polese avrebbe incontrato politici all’hotel La Sonrisa per sbloccare l’affare Cirio. L’obiettivo era la costruzione di un complesso residenziale nell’ex area industriale di via Napoli a Castellammare di Stabia. Gli inquirenti hanno registrato degli incontri proprio al ‘Castello delle Cerimonie’ organizzati per le presunte irregolarità.

L’INDAGINE OLIMPO 3

Venerdì mattina la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e ad un’ordinanza applicativa dell’obbligo di presentazione alla P.G. emesse dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nei confronti di imprenditori, funzionari pubblici e liberi professionisti. I destinatari delle misure cautelari sono: Adolfo Greco, Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcello Ciofalo e Vincenzo Colavecchia, nei confronti dei quali è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Nei confronti di Rega Angelina Annita disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Altre due ordinanze cautelari degli arresti domiciliari sono state emesse nei confronti del senatore Luigi Cesaro e dal deputato Antonio Pentangelo Antonio. Per i politici l’esecuzione dell’ordinanza cautelare è stata sospesa dal GIP, in quanto Parlamentari della Repubblica. Sulla richiesta si dovrà attendere l’autorizzazione a procedere della Camera di appartenenza.

I REATI CONTESTATI

E’ stato emanato un decreto di sequestro preventivo  dal GIP con riferimento alle somme di denaro e di altri beni, costituenti il prezzo dei reati di corruzione. I reati ipotizzati sono corruzione propria, falso ideologico in atto pubblico, rivelazione di segreto di ufficio. Le indagini della Procura di Torre Annunziata e condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, dal Commissariato di Castellammare di Stabia e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

Si sarebbe accertato un ramificato sistema di corruzione di esponenti politici, regionali e nazionali, e di pubblici ufficiali posto in essere da Adolfo Greco. L’imprenditore stabiese, già destinatario il nel dicembre del 2018 di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di estorsione aggravata. Nel 15 gennaio 2019 ha ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso esterno in associazione di stampo mafioso riguardante il Clan dei casalesi e del gruppo Zagaria.

LA RIUNIONE PRESSO IL CASTELLO DELL’EX BOSS DELLE CERIMONIE

Gli investigatori hanno utilizzato intercettazioni telefoniche ed ambientali, installato impianti di videoripresa, attività di osservazione, pedinamento e controllo ed acquisizioni documentali. Secondo gli investigatori avrebbero accertato la pianificazione e la commissione, ad opera di Greco Adolfo, di una pluralità di reati di corruzione in relazione al progetto di riconversione del complesso industriale dismesso ex Cirio a Castellamare di Stabia.

L’INGEGNERE ELEFANTE

Dopo aver presentato al Comune di Castellamare, sulla base di una relazione tecnica stilata dall’ingegnere Elefante Antonio (direttore tecnico della società di ingegneria SAEC srl), un progetto di recupero e riqualificazione dell’area suddetta ai sensi dell’articolo 7 comma V della legge regionale n 19/2009, a seguito del decorso dei termini per l’esame della richiesta, aveva attivato la procedura prevista dall’art. 4 della legge regionale 19/2001 per la nomina di un commissario ad acta che, in sostituzione dell’ente rimasto inerte, avrebbe dovuto provvedere all’istruttoria e all’adozione del provvedimento conclusivo in merito alla richiesta di rilascio del permesso a costruire.

LE INDAGINI

Le indagini hanno consentito di accertare che Greco, con la complicità di Polese e di Giuseppe Passarelli, amministratore unico della Passarelli SPA, che avrebbe dovuto realizzare i lavori, aveva in prima battuta tentato di ottenere la modifica della legge regionale 35/87, PUT della costiera sorrentina-amalfitana, ostativa alla realizzazione dell’intervento – accordandosi con il consigliere regionale Mario Casillo, capo gruppo del PD, affinchè intervenisse sugli esponenti di tale partito politico per il ritiro dei numerosi emendamenti proposti nel corso dell’iter modificativo della legge. In cambio di tale condotta, Casillo, con la mediazione di Gennaro Iovino, esponente politico stabiese del PD, chiedeva, in relazione a tale progetto di riconversione, l’affidamento dei lavori di impiantistica elettrica ad una ditta dallo stesso indicata.

A seguito del fallimento di tale iniziale strategia, i medesimi soggetti, d’intesa con il tecnico di fiducia, ingegnere Elefante, mutavano referente politico e intervenivano sull’assetto normativo vincolistico vigente nella area ex Cirio, ottenendo la modifica della legge Regionale 19 del 2009 ad opera del collegato alla legge di stabilità finanziaria del 2014 che prevede espressamente l’applicabilità delle norme premiali del cosidetto piano casa ai territori sottoposti ai vincoli di inedificabilità relativa, di natura paesaggistica, imposti dal PUT.

ACCUSE AI POLITICI

Per le modifiche normative, Greco in considerazione delle resistenze manifestate dai funzioni dall’Ufficio Tecnico ddi Castellammare, otteneva da Pentangelo la nomina del commissario ad acta Maurizio Biondi per il rilascio del permesso a costruire. All’epoca l’esponente di Forza Italia era Vice Presidente della Provincia di Napoli. Le indagini hanno consentito di accertare che Biondi era legato da uno stretto rapporto personale e professionale a Luigi Cesaro e al figlio, con cui il Biondi condivideva lo studio professionale. Per la nomina pilotata Greco e Polese avrebbero dato a Pentangelo un Rolex. Luigi Cesaro avrebbe ricevuto 10mila. Greco inoltre interveniva sull’imprenditore Giuseppe Imperati affinché questi concedesse in locazione a Forza Italia Pimmobile sito in Napoli, piazza Bovio. Si sarebbe dovuto adibire a sede del partito, per un canone pari a 3000 euro in luogo della originaria richiesta di euro 5000 euro. Inoltre avrebbe dato sostegno per la campagna elettorale regionale del 2015 del figlio Cesaro.

IL COMMISSARIO AD ACTA

Al fine di ottenere il rilascio del permesso a costruire, Greco tramite l’ingegnere Elefante, elargiva 12 mila euro al commissario ad acta Maurizio Biondi. A fronte della quale otteneva l’adozione della determina commissariale di accoglimento del  13 aprile del 2016. Dalle conversazioni intercettate emergeva che la somma consegnata da Greco all’ingegnere Elefante, destinata Maurizio Biondi. Ammontava complessivamente a 20mila euro, e che Elefante rimetteva al Biondi “solo” 12mila, trattenendo per sé la differenza.

L’ANNUNCIO DELLA VERIFICA FISCALE

Le indagini, che coinvolgono anche l’ex boss delle cerimonie (poi deceduto, ndr) hanno consentito di accertare che Greco avrebbe corrotto i funzionari dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Colavecchia e Marcello Ciofalo. Loro incaricati della verifica fiscale del 2012 presso la azienda di Vincenzo Campitiello. Quest’ultimo estraneo al settore verifiche in quanto incardinato presso l’ufficio legale della medesima Direzione provinciale. Ma legato da pregressi rapporti personali con l’imprenditore Greco, al quale preannunciava la notizia della imminente verifica fiscale. Si adoperava per coordinare l’operato dei funzionari addetti alla suddetta verifica, risultata “infedele” in quanto non corrispondente alle evidenze contabili.

GRECO E LA MOGLIE

Quale corrispettivo di tale verifica infedele i suddetti pubblici funzionari ricevevano da Greco e dalla moglie Angelina Rega, che materialmente approntava la provvista. La somma in contanti di euro 30000,00 rinvenuta all’interno di una borsa “24 ore” del Campitiello. Poi materialmente consegnata dal Greco all’interno degli uffici della sua società. Regali anche dal boss delle cerimonie ai politici.

A Campitiello contestati anche reati di falso ideologico in atto pubblico. Avendo attestato falsamente la sua presenza dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale della Campania a Napoli. Nei giorni e nelle ore in cui in realtà si trovava presso la sede della CIL a Castellammare. Le condotte ascritte a Casillo, Iovino e Passarelli, inerenti alla modifica della legge regionale n. 35/87 (PUT), sebbene ritenute sussistenti dal GIP, sono state qualificate quale reato di traffico di influenze illecite ex art. 346 bis c.p., fattispecie per la quale (come prevista all’epoca dei fatti) non è consentita remissione di misure cautelari.

Fonte:internapoli.it/

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Castellammare, l’affare Cirio e l’assessore Russo ‘fidato interlocutore’ di Adolfo Greco. LE INTERCETTAZIONI

Castellammare di Stabia. Lo definiscono un «fidato interlocutore» di Adolfo Greco gli investigatori quando parlano di Giovanni Russo, attuale assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Castellammare di Stabia. Russo è uno dei tanti politici finiti nelle intercettazioni che la Procura ha inserito nell’ordinanza di custodia cautelare emessa la scorsa settimana nei confronti di nove persone, tra cui i deputati Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro.

Di LA REDAZIONE

E’ il 2014 ed Adolfo Greco parla a telefono con Giovanni Russo, funzionario ASI, sulla vicenda relativa all’approvazione in Consiglio Regionale della Campania di una norma dove si consente anche la realizzazione di una media struttura commerciale all’interno della Cirio. E’ quanto emerge in un SMS che l’ingegnere Elefante invia proprio sul cellulare di Adolfo Greco. L’imprenditore nel corso del colloquio telefonico svelava che era stato proprio Elefante a scrivere il testo della modifica normativa e che il presidente della Regione, Stefano Caldoro, insieme a Fulvio Martusciello, entrambi di Forza Italia, si sarebbero assunti il compito di farlo approvare. «Questa l’ha fatta l’ingegnere Elefante..» dice Greco a Russo. «l’ha scritto lui tutto.. con Martusciello».

Russo: « Si contano sul palmo di una mano…»
Greco: «… poi comunque… poi vi spiego. Poi ieri è uscita pure la sentenza del Tar che annullò… annullò quel provvedimento di diniego di M-Wat a noi..»
Russo: (ride)
Greco: «…solamente che è uscita la sentenza..solo perché…in effetti non sono entrati nel merito… perché poi non li abbiamo fatti entrare»
Russo: «…eh certo, perché c’era l’altro giudizio…»
Greco: «…Cinque mesi.. no perché trascorsi i cinque mesi loro non stavano più— non avevano più diritto pure se era ASI o non ASI.. lo dice… non c’erano motivi gravi pertanto non potevano annullarlo…»
Russo: «…ah, ho capito..»
Greco: «…avevano sessanta giorni di tempo per farlo»
Russo: «…alla fine la cattiveria non vince mai, questa è un’altra prova….Eh, a lungo ansare si devono stare! Si devono stare!»
Greco: «…eh, tutti quanti hanno perso con il Giudce di Pace… hanno perso con il TAR e hanno perso con il giudice penale»
Russo: «…benissimo, benissimo. Vale sia per questo che per il fatto più importante in regione pure, là parliamo di un altro tipo di cattiveria…»
Greco: «…questa è la cosa… Quello là c’è stato pure… voi non l’avete letto stamattina… ma stamattina l’abbiamo fatto scrivere che Pannullo e Vozza avevano bloccato, l’ha dichiarato Casillo»
Russo: «…ah?»
Greco: «Sta sopra il Metropolis di oggi»
Russo: «… questo Castellammare la dovrebbe sapere una cosa del genere…»
Greco: «… ce l’hanno scritto… Vozza e Pannullo»
Russo: «… chi è che blocca… ma non tanto il fatto urbanistico ma un fatto economico della città… l’economia della città..»
Greco: «… ma quelli bloccano l’economia»
Russo: «… parlano dei posti di lavoro.. Quell’altro il sindacalista de cazzo, scusatemi del termine, quell’uomo di merda che è… quello è un uomo di merda!»
Greco: «… chi è?»
Russo: «..Vozza»
Greco: «ah… Vozza!»
Russo: «Ha una cattiveria!»
Greco: «Ma con me non la spunta…»
Russo: (ride) «… nessuno, infatti, infatti… questo lo so…»
Greco: «..mo voi non avete visto, anche su questo lui si era mosso alla Regione…»
Russo: «..lo so»
Greco: «… ieri sera in televisione e su Il Mattino»
Russo: «.. su il Mattino poi quell’articolo, dopo che ho parlato con voi, andai da… che se lo compra tutte le mattine e lessi tutto l’articolo… Diceva pure: “le cose.. cementificazione ex opifici industriali che vogliono adibire…” fece pure il passaggio lo stronzo!»
Greco: «..eh, eh, eh… e poi mo che va al collegato gli dici: “stronzo vedi qua quello che è stato” lo devi fare passare per tutta la regione..»
Russo: «”con la cattiveria sei rimasto solo tu, tu e la tua cattiveria… sei rimasto isolato!” (riferendosi a Vozza ndr)»
Greco: «..eh bravo..»
Russo: «…e con gli stupidi che gli stanno ancora intorno che sono quattro.. per fortuna che è poca gente..»
Greco: «..bravo, sicuramente.. ma comunque…»
Russo: «…don Adolfo ma che bella notizia…Ci sentiamo domani»
Greco: «…va bene, ciao Giovannino»

 

 

Quello di Russo è uno dei tanti nomi finiti all’interno delle intercettazioni. Nelle oltre 600 pagine che incastrano Greco e soci c’è uno spaccato inedito della vita politico-amministrativa di Castellammare. Tutto quello che succede nel sottobosco della politica, lo si legge nelle centinaia di registrazioni raccolte dalla Dda, nel corso dell’inchiesta Olimpo, e «prestate» alla Procura di Torre Annunziata per cristallizzare il ricorso sistematico a presunti atti di corruzione con il Rolex regalato a Pentangelo in occasione del compleanno e l’«imbasciata» da 10mila euro per Cesaro sarebbero le prove di un sistema collaudato per arrivare all’obiettivo finale: far partire i lavori nell’area ex Cirio, ottenendo le autorizzazioni attraverso la modifica del Put (in Regione) e grazie alla nomina della Provincia di un commissario ad acta.
Intorno a tutto questo ci sono le relazioni intessute da Adolfo Greco con decine di politici stabiesi. Da destra a sinistra, non fa differenza. Escluse le conversazioni con Pentangelo e Cesaro, di rilevanza penale, quelle con gli altri politici stabiesi sembrano normali interlocuzioni. Nulla di rilevante per l’inchiesta, ma utili a contestualizzare lo scenario e la capacità di Greco di mediare su ogni aspetto che riguardasse la vita amministrativa della città. Ci sono, però, diversi «omissis». Tagli voluti perché, eventualmente, utili per altri filoni di inchiesta.
L’inchiesta si concentra dal 2013 al 2015, anni in cui alla guida della città c’era il centrosinistra e Nicola Cuomo (Pd) era il sindaco, nemmeno sfiorato dall’inchiesta, in quanto non risultano contatti con Greco & Co. Sono gli anni del brevissimo mandato del nipote di Antonio Gava, mandato a casa proprio nel 2015 (eletto nel 2013) proprio per volere del Pd e in particolare di Gennaro Iovino, ispiratore della candidatura di Cuomo attraverso le primarie del Partito Democratico. Ma al momento non risultano correlazioni con l’affare Cirio.
Gennaro Iovino, però, ragionava molto con Greco a giudicare dalle intercettazioni, tanto da incontrarsi due volte insieme a Mario Casillo. La prima volta a casa di Iovino, la seconda a casa di Greco. L’imprenditore chiedeva di eliminare gli oltre 100 emendamenti presentati dal Pd in occasione della modifica del Piano Ubranistico Territoriale(Put).
Ci sono conversazione ambientali captate anche con Carlo Longobardi, nel frattempo diventato vicesegretario provinciale della Lega. E proprio a Longobardi, Greco spiega – alla vigilia delle elezioni regionali del 2015 – che «si sono interessati direttamente Stefano Caldoro e Fulvio Martusciello» del maxiemendamento che ha consentito la modifica del Put e quindi reso possibile l’opera nell’ex Cirio. «Mi auguro che vince Caldoro, così Pentangelo va a fare l’assessore… comandato da Gigino Cesaro».
Sempre nell’ambito delle elezioni regionali, viene invitato da Paola Ravallese, madre del presidente dell’ente parco dei Monti Lattari Tristano Dello Ioio, per un incontro con Vincenzo De Luca. Adolfo Greco declina l’invito spiegando di essere dalla parte di Caldoro, ma poteva assicura la presenza del figlio Luigi e di Giovanni Lombardi (socio dei due) nell’albergo di Salerno di proprietà proprio della Ravallese. Greco spiega anche la sua amicizia con Andrea Cozzolino, ex europarlamentare, sostenendo che la vittoria di De Luca alle primarie Pd ha tolto l’imbarazzo di dover scegliere tra Caldoro e l’eventuale candidatura a presidente della regione Campania proprio di Cozzolino.
Sempre con l’attuale assessore ai lavori pubblici del comune di Castellammare, Giovanni Russo, Greco prendeva accordi per promuovere un incontro con tutti gli imprenditori della zona Asi con il presidente del consorzio, Giosy Romano. Anche perché Russo è proprio dipendente del consorzio. In un’altra conversazione Greco conferma di aver assicurato i voti per l’elezione di Romano (sindaco di Brusciano), con l’intercessione di Russo, ma soprattutto grazie ai voti assicurati dai sindaci che facevano riferimento a Pentangelo e Cesaro.

FONTE:https://www.cronachedellacampania.it/

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