“Aemilia”, chieste pene per 1700 anni di carcere e multe per centinaia di migliaia di euro

“Aemilia”, chieste pene per 1700 anni di carcere e multe per centinaia di migliaia di euro

Chiesta la condanna di 148 su 149 imputati del rito ordinario del processo “Aemilia”, il più grande processo alla ‘ndrangheta mai celebrato in Italia. “Oltre 1700 anni di galera tra i due tronconi, ordinario e abbreviato, in cui si è spezzato il procedimento reggiano, quelli richiesti dai pubblici ministeri Marco Mescolini e Beatrice Ronchi. Anni che si sommano a quelli già sentenziati in appello nel rito abbreviato di Bologna, portando a due millenni la richiesta complessiva a carico dei 240 imputati per le infiltrazioni della cosca Grande Aracri in Emilia Romagna. Ma non ci sono solo gli oltre 1.700 anni di carcere nelle richieste di pena espresse ieri dai Pm della Dda di Bologna, a conclusione delle requisitorie contro gli imputati del maxi processo. In caso di condanna, infatti, gli esponenti del sodalizio criminale mafioso radicato in Emilia, emanazione della cosca Grande Aracri con base a Cutro, dovranno sborsare anche 745.000 euro di multe.

La sanzione piu’ pesante (29.000 euro) e’ assegnata- emerge dagli atti dei pubblici ministeri- a Michele Bolognino, mentre altri imputati (tutti a giudizio con rito ordinario) se la sono “cavata” con sanzioni di 1.000 euro o poco piu’. Sulle richieste di condanna espresse, il segretario del Pd modenese Davide Fava commenta: “Cio’ che i pm hanno messo nero su bianco e’ che in questa regione, dove pure tanto si e’ fatto per contrastare la presenza delle mafie, imprenditori, giornalisti, professionisti, notai, politici (pochi in verita’) sono stati accusati di aver fatto affari con la cosca Grande Aracri di Cutro, non solo perche’ costretti, ma soprattutto perche’ convinti dalla loro forza economica, di cui avevano bisogno per fare impresa e garantirsi guadagni facili”. Fava sottolinea inoltre che “se escludiamo il lavoro di Libera che ha portato in aula centinaia di ragazze e ragazzi delle scuole, diversi amministratori Pd che fino ai giorni scorsi hanno assistito ai dibattimenti, alcuni organi di informazione regionali e locali, e pochi altri volenterosi, uno dei piu’ grandi processi italiani contro la mafia e in particolare contro la ‘ndrangheta e’ passato nei fatti sotto una grande coltre di indifferenza”. Le richieste di condanna della Dda di Bologna per i 149 imputati del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta- 1712 anni di carcere e 745.000 euro di multe- sono “un primo durissimo pugno contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta a Reggio Emilia e non solo”, che danno “un segno chiaro e netto di risveglio civile e di giustizia per la nostra terra”. Lo dichiarano i parlamentari reggiani del Movimento 5 stelle Maria Edera Spadoni, vice presidente della Camera, Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani. “Ma la lotta senza quartiere contro il cancro mafioso- aggiungono- deve continuare a 360 gradi. Le mafie dei colletti bianchi (imprenditori, politici, professionisti collusi) che corrompono la nostra economia e societa’ e distruggono la nostra terra e societa’ non sono ancora battute”.

 

Mercoledì, 23 Maggio 2018

fonte:http://ildispaccio.it

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