Accuse al giudice, Fazzone criticato anche dall’Anm

Il sindacato dei magistrati: «Giudizi offensivi inaccettabili»

Clemente Pistilli All’indomani dell’accaduto era solo un’ipotesi, ma ora sembra una certezza: in provincia di Latina è esploso un nuovo «caso Fazzone». Dopo le polemiche sulla visita del senatore nell’ufficio del gip Giuseppe Cario per il mancato dissequestro del camping «Holiday» e quelle sulle critiche mosse dall’esponente pontino del Pdl al prefetto per l’indagine sulle presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Fondi, le parole del parlamentare contro il giudice Tiziana Coccoluto, che ha chiesto alla Procura di verificare responsabilità dello stesso Fazzone nel concorso Asl per tecnici radiologi ritenuto «viziato» dalle raccomandazioni del politico, sono diventate un nuovo terreno di scontro. Giovedì scorso a criticare la reazione del senatore era stato il coordinatore dell’ufficio gip, Nicola Iansiti, e ieri è stata la sottosezione dell’Anm di Latina, il sindacato dei magistrati. Appresa la decisione del gip Coccoluto, Fazzone aveva dichiarato in una nota: «O si tratta di una svista, dal momento che laddove il reato d’abuso d’ufficio vi fosse esso sarebbe già prescritto. Oppure si tratta dell’ennesimo attacco politico, per ottenere qualche titolo sui giornali e dare il proprio contributo alla campagna elettorale in pieno svolgimento». In un documento, ieri il presidente e il segretario dell’Anm di Latina, il gip Lucia Aielli e il pm Olimpia Monaco, hanno stigmatizzato «la strumentale interpretazione» del provvedimento del giudice Coccoluto «suggerita dal senatore». «È opportuno sottolineare – specificano le rappresentanti dell’Anm, criticando indirettamente anche l’azione portata avanti dal procuratore capo Giuseppe Mancini nell’inchiesta sulle raccomandazioni – come il provvedimento del gup di Latina sia stato una ordinaria conseguenza dell’impianto accusatorio che, per come costruito in relazione alle incolpazioni mosse a carico dell’ex manager Battigaglia, meritava un doveroso approfondimento della posizione dell’allora presidente del consiglio regionale del Lazio, sollecitato con l’evidente esclusiva finalità di giungere ad un conclusivo e più compiuto accertamento dei fatti. È dunque inaccettabile la formulazione di qualsiasi giudizio offensivo a carico dell’operato della collega». E solidarietà al gip Coccoluto ieri anche dall’associazione «Libera», mentre dal mondo politico continuano i silenzi.

(Tratto da Il Tempo)

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