A Viterbo non c’è mafia. Ora a dirlo è anche il Ministro Cancellieri… Ma vergognatevi tutti (a cominciare dai viterbesi che non reagiscono! ).

Mafie in provincia di Viterbo?

No, prego.

La provincia di Viterbo è un’”isola felice” dove di mafie non c’è nemmeno l’ombra.

A sostenerlo è ora anche il Ministro dell’Interno Cancellieri dopo la sua recente visita nella Tuscia.

Per anni ci siamo scontrati con taluni vertici delle istituzioni del viterbese, a cominciare dalla Prefettura che è un covo di negazionisti del fenomeno mafioso, ma oggi arriva addirittura il Ministro a dare ragione ad essi.

Si mettano, quindi, l’anima in pace quelle pochissime persone coraggiose ed oneste intellettualmente che, osservando le realtà e forti di quanto è scritto da anni nelle varie relazioni della DNA, della DIA e di quanti altri, denunciano la pericolosa penetrazione mafiosa nel tessuto economico e sociale della provincia di Viterbo.

Quando noi diciamo che il problema “mafie” è un problema tutto intero politico.

In Italia noi abbiamo la disgrazia di trovarci di fronte ad uno Stato bifronte, a delle istituzioni che, mentre da una parte dicono di voler combattere le mafie, dall’altra le favoriscono, oggettivamente o soggettivamente.

Dare una lettura vecchia della mafie viste come fenomeno puramente delinquenziale per cui “se non si spara non c’è mafia”, significa favorire la mafia.

La mafia oggi non è più quella di una volta.

Essa non spara, ma investe, compra, corrompe.

Perché essa dovrebbe creare allarme se ormai è riuscita, con il favore di significativi spezzoni della politica e delle istituzioni, ad entrare nei partiti, nei consigli comunali, provinciali e regionali e nel Parlamento e negli stessi governi???

Dove si comanda, si decide, si formano le leggi?

Il Viterbese è territorio di forti investimenti, di montagne di capitali investiti da gente per lo più venuta da fuori regione o, comunque, provincia.

Ma non solo.

Ci sarebbe la necessità di indagare sulla “provenienza” e sulla “tracciabilità” di quei soldi.

Cosa che purtroppo non si fa o, meglio, non fanno gli apparati locali dello Stato.

Giovanni Falcone diceva sempre “seguite i soldi e troverete la mafia”.

Il problema è che troppi ipocritamente richiamano la memoria di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, ma non tengono affatto conto dei loro insegnamenti, di quanto essi dicevano mettendo in guardia la gente sulla pericolosità non tanto della mafia militare, di quella che spara, quanto, soprattutto, della mafia politica e di quella economica.

Ed è proprio la mafia politica che li ha fatto uccidere, come sempre più sta emergendo dalle indagini in corso a Palermo ed a Caltanisetta.

La mafia politica e quella economica.

Le vere mafie, oggi, le più pericolose, perché si annidano in mezzo a noi e non si vedono.

Diventa, quindi, sempre più riduttivo e deviante limitarsi a parlare di… ”legalità” in senso lato, quando il cancro sta divorando il Paese.

Mentre a Roma si discute, Sagunto viene conquistata.

Chiacchiere su chiacchiere, convegni su convegni, commemorazioni su commemorazioni e, intanto, i mafiosi finiscono di occupare tutti gli spazi della vivibilità civile, politica, culturale del Paese.

E noi aspettiamo sempre… ”che maturi la coscienza della gente onesta”, dimenticando che, purtroppo, anche gran parte della cosiddetta “società civile” è vittima di una cultura mafiogena che sta ottenebrando le intelligenze e le coscienze dei più.

A Viterbo, come a Roma, come a Latina, Milano, Venezia e così via, c’è mafia e ci sono mafie, politiche ed istituzionali in primis:

Per non parlare di quelle fra i professionisti.

Il nostro compianto vice segretario regionale Gigi Daga lo stava documentando giorno dopo giorno, con atti e non con le chiacchiere.

Non a caso contro di lui si scatenò la reazione giudiziaria di tantissimi soggetti in odor di mafia che si sentivano colpiti dalle sue inchieste.

Purtroppo il caro Gigi è morto due anni fa e nessun altro ha voluto finora proporsi nel viterbese per seguire il suo impegno.

Sono sempre più rare le persone sensibili che avvertono l’obbligo di un impegno morale, civile, politico.

Per insensibilità, per ignoranza, per viltà, per collusione con i mafiosi?

Non lo sappiamo e non siamo stati in grado finora a Viterbo di accertarlo.

Ma non è anche questo mafia?

Allora, chiacchiere su chiacchiere, convegni su Falcone e Borsellino, corsi di cultura della legalità ed altre cose del genere, ma di indagini, di denunce, di omissioni e di collusioni con le mafie, nessuno parla.

Ovvio, a questo punto, che la Cancellieri, sulla base di segnalazioni che NON le arrivano, dica che… a Viterbo non c’è mafia!

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