“A un passo da Provenzano”. Lo sbirro che fu a un passo dal prendere il superboss di Cosa nostra

Il Fatto Quotidiano, 17 Luglio 2020

A un passo da Provenzano”. Lo sbirro che fu a un passo dal prendere il superboss di Cosa nostra

di Eduardo Di Blasi

C’è uno sbirro, Alessandro Scuderi, che, facendo correttamente il proprio lavoro nella Sicilia degli anni 80 e 90, ha incrociato alcuni dei misteri mafiosi d’Italia. Era sullo scoglio dell’Addaura il 21 giugno del 1989 (era accanto al brigadiere dei carabinieri Francesco Tumino, arrivato a disinnescare l’ordigno preparato per il giudice Giovanni Falcone – l’artificiere che lavorò sull’esplosivo in modo maldestro sarà poi condannato per falsa testimonianza).

Quello stesso sbirro era sulle tracce dei killer di Serafino Famà (avvocato ucciso nel novembre del ‘95 su ordine del boss Giuseppe Di Giacomo) quando mise sotto controllo i telefoni di Gino Ilardo, cugino di Piddu Madonia e scoprì, con sorpresa, che il figlio di “don Lillo”, uno che parlava con Bernardo Provenzano, era confidente dei carabinieri e aveva iniziato a raccontare le varie anime del consesso mafioso. Un confidente talmente prezioso che avrebbe potuto portare alla cattura del boss corleonese nell’ottobre del 1995 invece che nell’aprile di 11 anni dopo.

C’è uno “sbirro”, Alessandro Scuderi, che in una notte del settembre del 1997, si inoltra delle campagne tra Catania, Enna e Caltanissetta, assieme a una fonte mafiosa di rango, alla ricerca dei covi usati dai boss latitanti per i soggiorni, e, in un ristorante sopra Enna, grazie al racconto particolareggiato del confidente, disegna un identikit di Provenzano, con tanto di sciarpa per coprire la cicatrice di un intervento alla tiroide. Quel disegno, visto oggi, è uguale al boss emerso dalla latitanza l’11 aprile 2006 tra ricotte e pizzini. Un lavoro che, preso seriamente, avrebbe forse consentito sviluppi investigativi più rapidi. La storia di questo sbirro, dei misteri in cui si imbatte, della caparbietà con cui li affronta e delle porte in faccia che riceve, la racconta Giampiero Calapà nel libro A un passo da Provenzano – Una storia nascosta nella trattativa Stato-mafia (Utet). Ed è un pezzo di storia italiana.

A un passo da Provenzano – Giampiero Calapà, Pagine: 176, Prezzo: 16, Editore: Utet

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