A proposito della proposta del Procuratore Grasso e della Ministro Severino di eliminare il certificato antimafia. Attendiamo suggerimenti

A proposito della proposta di eliminare il certificato antimafia.

Anche noi riteniamo che questo sia superato e che bisogna trovare un altro strumento per contrastare l’inserimento dei mafiosi nella nostra economia.

Ma, attenzione, abbiamo qualche perplessità per quanto attiene alla proposta formulata dal Procuratore Grasso –condivisa dal Ministro Severino- di istituire una sorta di elenco, una white list”, di imprese virtuose “che rispettano certi valori”, come dice la Ministro della Giustizia.

I mafiosi non sono cretini e, come superano l’ostacolo del certificato antimafia intestando le loro imprese a loro compari dalla fedina pulita, altrettanto farebbero per essere inseriti nell’elenco di cui si sta parlando.

Il problema non riguarda i “valori” perché le imprese mafiose sarebbero più… ”virtuose” di tutte le altre: intestate a persone apparentemente perbene, rispettose dei contratti di lavoro, delle paghe, delle prescrizioni assicurative, delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro e quant’altro.

Siamo d’accordo sulla proposta di compilazione di un elenco di imprese virtuose, ma ci dobbiamo mettere d’accordo sui criteri di valutazione del concetto di “virtuosità. ”.

La valutazione va fatta non sui “valori”, ma sulla “trasparenza e sulla tracciabilità dei capitali” delle imprese.

Nell’elenco dovrebbero essere inserite ditte con capitali sulla cui origine siano state fatte indagini RIGOROSISSIME.

Il confronto è aperto ed attendiamo suggerimenti.

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