A proposito del servizio di “La Repubblica” del 4 aprile u.s. su Fondi. Indaghi la DDA

Se fosse vero sarebbe estremamente grave.

Su “La Repubblica” di domenica 4 aprile u.s., a pagina 12, Alberto Custodero ha scritto in un servizio intitolato “Fondi, il neo-sindaco nel dossier sui clan”:

“Sindaco di Fondi, con il 55, 6% dei voti, è stato eletto Salvatore De Meo, titolare, nella precedente giunta, dell’assessorato all’Urbanistica, pesantemente censurato dal prefetto di Latina Bruno Frattasi nella sua relazione sulle collusioni con ‘ndrangheta e camorra. Era appunto la relazione che chiedeva di sciogliere il consiglio comunale. ”Il settore dell’Urbanistica -scriveva il Prefetto- ha oggettivamente agevolato interessi economici di un pregiudicato affiliato al clan Bellocco di Rosario”. ”Tale comportamento gravemente omissivo -aggiungeva Frattasi, pur senza citare l’allora assessore, oggi sindaco- appare ripetuto anche nella vicenda della costruzione di 30 appartamenti” finiti nella mani del clan camorristico dei Mallardo, posti sotto sequestro, 5 giorni prima delle elezioni, dalla magistratura”.

Fin qui “La Repubblica”.

Noi non abbiamo letto la relazione del Prefetto Frattasi e non siamo, pertanto, in grado di esprimere un giudizio al riguardo.

Ma, se dovesse risultare vero quanto scrive il prestigioso quotidiano, il fatto sarebbe di una gravità eccezionale.

Ci fermiamo qua, per il momento.

Riteniamo, però, opportuno chiedere alla DDA di Roma un approfondimento di quanto denunciato dal giornale.

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