A proposito del “caso Formia”…

C’è troppa animosità, purtroppo, intorno al “caso Formia”.
Troppa.
Fino al punto da far temere un intralcio alle indagini in corso.
Comprendiamo l’interesse degli operatori dell’informazione i quali hanno il compito di informare i lettori sull’evoluzione di certi fatti.
Come anche ci rendiamo conto della fondatezza dell’atteggiamento di quanti, essendo coinvolti nei fatti, attendono con timore i loro sviluppi.
Ma coloro che non appartengono a queste due categorie dovrebbero avere la sensibilità e l’accortezza di attendere, in silenzio e fiduciosi, l’esito del lavoro che magistrati e forze dell’ordine hanno fatto e stanno facendo.
Senza tentare di interferire, peraltro maldestramente, in quanto nessuno può dirsi a conoscenza completa di come stiano effettivamente le cose.
Ci sono state e ci sono in corso delle inchieste e va dato atto a coloro che hanno operato e stanno operando di aver condotto e di condurre lodevolmente il lavoro, tanto più se si tiene conto del clima di diffusa, vergognosa omertà nel quale si sono visti e si vedono costretti a lavorare.
Questa, purtroppo – il sud pontino, Formia, Gaeta, Itri, Fondi ecc_-, è la terra dell’omertà e si trova rarissimamente qualcuno che è disposto a collaborare con chi lavora per la legalità e la giustizia.
Se c’è qualcuno che è in possesso di nuovi elementi, significativi e di una certa rilevanza, vada, piuttosto, dal Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Formia o dai magistrati della Procura di Latina e della DDA di Roma che stanno conducendo le indagini e li informi.
Questo debbono fare i cittadini perbene.
Punto.
Piuttosto c’è un altro aspetto che va preso in considerazione e che dovrebbe vedere l’impegno soprattutto delle parti politiche:
la necessità della nomina di una Commissione di accesso agli atti del Comune di Formia (ma anche di Gaeta! ).
Le autorità politiche ed amministrative non possono e non debbono nascondersi dietro un dito ed attendere sempre l’esito delle inchieste giudiziarie.
Quando ci sono delle situazioni “anomale” -diciamo così – il Prefetto ha l’obbligo di intervenire e, se non lo fa, bisogna fare in modo da indurlo a farlo intervenendo presso il Ministero degli Interni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Lo avrebbe dovuto fare già dopo le numerose dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia a proposito del sud pontino e non lo ha fatto.
Ma che razza di apparati politici ed amministrativi stanno in provincia di Latina???

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