A Milano inchieste che scottano sul potere, l’eredità scomoda di Greco

A Milano inchieste che scottano sul potere, l’eredità scomoda di Greco

GIOVANNI TIZIAN

01 agosto 2021 • 13:01

  • Francesco Greco, il procuratore di Milano, andrà in pensione a novembre. La sua carriera si chiude con una brutta storia e un’inchiesta nata dai veleni di “Ungheria”, la fantomatica loggia di cui ha parlato l’ex avvocato esterno di Eni Piero Amara.
  • Greco, considerato anche dai suoi avversari, un magistrato serio e capace, ha rappresentato la stagione giudiziaria più importante del paese iniziata con Mani Pulite.
  • Tuttavia dalla sentenza Eni-Nigeria che ha assolto i vertici della società di stato la situazione è precipitata: in poche settimane sono stati indagati i magistrati che in qualche modo avevano avuto a che fare con quel dossier, incluso il procuratore capo.

Francesco Greco, il procuratore di Milano, andrà in pensione a novembre. La sua carriera si chiude con una brutta storia e un’inchiesta nata dai veleni di “Ungheria”, la fantomatica loggia di cui ha parlato l’ex avvocato esterno di Eni Piero Amara. Greco, considerato anche dai suoi avversari, un magistrato serio e capace, ha rappresentato la stagione giudiziaria più importante del paese iniziata con Mani Pulite. Tuttavia dalla sentenza Eni-Nigeria che ha assolto i vertici della società di stato la situazione è precipitata: in poche settimane sono stati indagati i magistrati che in qualche modo avevano avuto a che fare con quel dossier, incluso il procuratore capo. Ma questa ormai è un’altra storia. Il futuro dell’ufficio giudiziario più importante d’Italia, che gestisce le indagini più delicate sul potere economico, finanziario e politico, è ricco di incognite. Chiunque sarà il nuovo procuratore, di certo, dovrà toccare fascicoli molto delicati, che riguardano partiti, multinazionali, società di stato, mafie imprenditoriali, alta finanza e grande riciclaggio. Insomma, sarà un lavoro non facile e non adatto a chi intende ricoprire quel ruolo di vertice con l’obiettivo di piacere al potere.

ENI

Innanzitutto c’è Eni, l’azienda di stato coinvolta nelle inchieste e nei processi milanesi: in primo grado è stata assolta nel processo Eni-Nigeria, il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale ha ricorso in appello. Il nuovo procuratore spingerà per provare a mandare un suo magistrato a seguire il secondo grado? O lascerà che sia la procura generale di Milano soltanto a portare l’accusa in Appello?

C’è poi il capitolo depistaggio Eni, un filone già chiuso ma altri ancora in corso. Un fascicolo che scotta perché in fondo le indagini sui magistrati milanesi sono iniziate a causa della gestione di questa inchiesta.

LEGA

Le inchieste sulla Lega sono l’altro fronte caldo. C’è l’indagine ancora in corso sul Russiagate, svelato da un’inchiesta giornalistica nel febbraio 2019: la trattativa segreta a Mosca del braccio destro di Salvini per ottenere un finanziamento milionario dai russi amici di Putin. L’accusa è corruzione internazionale.

Ma ci sono anche le indagini sui soldi del partito, rivoli dell’indagine di Genova sui 49 milioni di euro che il partito deve restitutire allo stato dopo averlo truffato sui rimborsi elettorali.

C’è poi l’inchiesta sul presidente Attilio Fontana, sia per i camici (chiusa da poco) sia per i soldi in Svizzera.

COLOSSI DEL WEB

Con Greco era iniziata la guerra agli evasori del web. Apple, Google, Amazon. La procura aveva indagato sull’elusione fiscale.

NDRANGHETA

La Lombardia e Milano sono considerate la seconda casa della mafia calabrese, l’organizzazione più potente in Italia e in Europa. L’antimafia di Milano dopo quella di Reggio Calabria è l’ufficio con più indagini delicate sul riciclaggio del denaro dei clan nel nord del paese.

Fonte:https://www.editorialedomani.it/

 

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