A Gaeta e su Gaeta ,alle porte della Capitale d’Italia,si sta svolgendo una battaglia importante e decisiva fra lo Stato di diritto e le mafie.

A GAETA E SU GAETA  SI STA SVOLGENDO UNA BATTAGLIA IMPORTANTE E DECISIVA FRA STATO DI DIRITTO E MAFIE.

 

 

APPELLI ALLA DEMOCRAZIA,INVOCAZIONI ALL’OSSERVANZA DELLE REGOLE,PROGRAMMI FARAONICI.

TUTTE PAROLE  VUOTE E SENZA SENSO. MA NON VI RENDETE CONTO CHE MANCANO LE CONDIZIONI-BASE PERCHE’ IL TUTTO SIA  REALIZZABILE IN UN TERRITORIO  ED IN UNA CITTA’ AFFLITTI DA UNA CULTURA MAFIOGENA ED IN CUI TUTTA L’ECONOMIA NON E’ PIU’ VOSTRA ED E’ NELLE MANI  DI GENTE CHE PARLA  ALTRI DIALETTI ED E’      DI ALTRE REGIONI  DEL SUD DEL PAESE ???????

 

 

 

Ci fanno o ci sono ? 

E’ oltremodo stucchevole  ed inquietante leggere o ascoltare  di programmi faraonici,di appelli,di enunciazioni di principi ,invocazioni alla partecipazione in una realtà che li rende tutti senza senso ed irrealizzabili perché affonda nel magma  di una mutazione antropologica,etnica,culturale,sociale,economica  ed anche morfologica che ha sconvolto i vecchi assetti e che   si é andata consolidando nei decenni .

A Gaeta non si parla più il dialetto gaetano e sulla sua storia recente – non quella antica sulla quale i giudizi divergono  e che,quindi,non ci interessa più di tanto – nessuno,o quasi,sembra  voler fare il punto.

Gaeta non é più , da  anni ,dei cittadini gaetani ,gran  parte dei quali é stata costretta ad andar via a causa di criteri e regole del mercato nati ed imposti da menti non gaetani e che hanno tutt’altri origine , provenienza e finalità.

Geografica,antropologica e culturale.

Questa é la realtà che sembra sfuggire a tutti,o quasi .

Non siamo riusciti,ad oggi, a capire se coscientemente o meno.

Se non si tratti,cioé,di un disegno  perverso , ben congegnato e che ha origini lontane  oppure di mere  ignoranza e superficialità.

Nell’uno come nell’altro caso la cosa é comunque inquietante perché,a parte  gli scenari futuri che possono  e debbono essere immaginati,è facile prefigurare un’ecatombe  che  avrà delle ricadute inimmaginabili ,su tutti i versanti,  non solo sulla comunità locale ma su quella di un territorio che comprende più regioni,compresi l’Abruzzo ed il Molise,che si servono del Porto di Gaeta per una parte consistente dei propri flussi turistici e per il loro commercio.

La nostra insistenza e i riflettori che vogliamo accendere su quanto é avvenuto ed avviene a Gaeta,come si vede,trovano ampia giustificazione in una visione che trascende  i confini territoriali della città e del suo territorio  e che si estende ad un’area vitale del Paese che arriva  fino alla Capitale da una parte ed all’Adriatico dall’altra.

Un’economia nelle mani di altri si sposa con una politica in mano di altri.

Un binomio – economia-politica- inscindibile e che  sta alla base della vita dei popoli perché chi controlla la prima controlla anche la seconda.

E tutto il resto,dai costumi,alle regole,alle rappresentanze e a quant’altro.

Ai”sistemi”,insomma.

Ed é appunto questo che ci inquieta e ci insospettiscono molto i silenzi che registriamo su questo versante in prossimità di una vicenda elettorale che vediamo molto ingarbugliata e con molte ombre.

Tantissimi anni fa chi scrive, in altra veste ed altro ruolo, ebbe occasione di confrontarsi  con un autorevole esponente della Commissione Parlamentare Antimafia, presieduta all’epoca da Chiaromonte,il quale,parlando di camorra nel sud pontino,disse testualmente:

“A Formia é più visibile,a Gaeta meno, ma più penetrante e meno percepibile”.

Ed infatti i “patti” che sarebbero stati fatti fra pezzi dello Stato ed uomini della camorra,le dichiarazioni di alcuni pentiti,le vistose deficienze e distrazioni,non sappiamo se volute o meno, delle istituzioni ora locali ma fino a qualche tempo fa anche non locali,i silenzi quasi generali ,da una parte  ci confermano la bontà della tesi espostaci dall’autorevole  rappresentante della Commissione Parlamentare Antimafia e dall’altra ci fanno sospettare un quadro molto inquietante ed oscuro.

Siamo fermamente convinti che a Gaeta e su Gaeta,alle porte della Capitale d’Italia, si sta svolgendo una battaglia decisiva fra lo Stato di diritto e le mafie.

Orbene,il non voler prendere atto di tale  realtà  ed il divagare su argomenti fragili  e fumosi non fa altro che irrobustire  i nostri sospetti.

Si parla di decine di “liste civiche”,la cui gran parte sembra ignorare questi argomenti.

Perché ? 

Perché ????????????…………………..

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