A Gaeta e nel sud pontino,”provincia di Casal di Principe”,nessuno parla di camorra…………..Vietato!

GAETA ED IL SUO RUOLO VITALE NELLO SCHACCHIERE DI GOMORRA   NEL BASSO LAZIO.

E’ VIETATO PARLARE DI CAMORRA

La sua antica,storica importanza  la intuisci guardando  i due mastodontici  Castelli Angioino ed Aragonese,il primo già sede del Carcere militare che ha visto ristretti i peggiori criminali nazisti,oltre  che la nave,ormeggiata alle sue banchine,che batte bandiera degli USA e che ospita il Comando della 6° flotta statunitense.

La nave ammiraglia,insomma.

Importante presidio militare nel Mar Tirreno,alle porte della Capitale d’Italia,prima italiano ed ora degli Stati Uniti.

Questa é Gaeta,la città dei misteri e dei silenzi.

“Nun sacciu niente” che fa il paio con quel “magna e tasi” di marca veneta cui ha fatto cenno Andrea Palladino su “Il Fatto Quotidiano”parlando di Latina e della sua “palude”.

“Nun sacciu niente” e “magna e tasi”,i due motti che regolano e condizionano  la vita di una provincia,qual’é quella di Latina,che é la porta di ingresso alla Capitale d’Italia e,al contempo,”provincia di Casale”,intendendo per Casale Casal di Principe ,la patria di Schiavone detto Sandokan.

E’ da tempo che stiamo esternando le nostre preoccupazioni per il ruolo che la camorra svolge impunemente su tutta l’area, dopo aver letto di “patti” e “trattative” che vi si sarebbero svolti con pezzi importanti dello Stato e dei Servizi.

Quello che ci inquieta ancor di più,però,é l’assoluta inadeguatezza del suo tessuto sociale ,afflitto da una cultura contadina condita da profonde nostalgie tradizionaliste e monarchiche,ad una qualsiasi reazione alla possente marea camorristica che ha fatto di Gaeta e del territorio che la circonda  una roccaforte inespugnabile di Gomorra.

“Nun sacciu niente”,ti rispondono quando tu accenni alla camorra e cambiano subito discorso parlandoti di………papariello! 

Nessuna notizia,nessuna segnalazione,un’assoluta omertà.

E,intanto,l’economia é quasi tutta passata di mano,mentre ai giovani,pur se laureati,non resta che sognare come aspirazione massima un posto di bagnino o cameriere per uno-due mesi all’anno.

Magari anche laddove non si parla nemmeno più gaetano ma altro dialetto.

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