A Fondi c’è ancora lo Stato? La necessità di una riorganizzazione dei presidi di polizia locali

A FONDI UNO DEI PROBLEMI PIU’ IMPORTANTI DA RISOLVERE RIGUARDA LA RIORGANIZZAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE

E’ un problema, questo, che va affrontato e risolto. Al più presto.

Agli amici del Comitato permanente interpartitico ed interassociativo contro le mafie di cui facciamo parte lo abbiamo detto chiaramente.

Se in una situazione terribile qual’è quella esistente a Fondi, dove le mafie stanno prendendo il predominio in vari settori, non ci sono presidi efficienti di prevenzione e repressione, maciniamo solamente aria fritta.

Occorre personale specializzato per situazioni del genere! Punto. E secondo noi questo personale non c’è in loco!

6-7 dirigenti di Commissariato sostituiti in cinque anni, un Tenente. , anziché un Capitano, che comanda una Compagnia, dopo il misterioso suicidio del Capitano Conti nella Guardia di Finanza e così via. Indagini patrimoniali che non si sono fatte e non si fanno…

Fermiamoci qua.

Se si è arrivati alla situazione che tutti conosciamo, vuol dire che qualche responsabilità degli organi preposti alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico c’é. Bisogna individuarla e provvedere subito. Sostituendo i comandi locali e facendo venire personale esperto ed abituato in frontiera, come ha fatto a Frosinone e Cassino, dove i risultati si cominciano a vedere, la Guardia di Finanza!

Perché, scioglimento o non scioglimento, il cancro c’è stato e permane. I guai ci saranno “dopo”, se l’impianto ed il tessuto politico, culturale, istituzionale rimarranno gli stessi. Occorre un’opera di ricostruzione culturale, politica, istituzionale lunga e difficile a Fondi e sull’ intero territorio.

L’altra sera, durante la manifestazione dell’IDV, abbiamo visto cose allucinanti.

Qualcuno ci ha detto che ha visto in un angolo della piazza un gruppetto di “ campani” dalle facce poco rassicuranti. Sono stati identificati? E’ vero? e, se è vero, che sono venuti a fare lì?

A Tranfaglia è stato quasi impedito di parlare, a Pedica altrettanto, a noi lo stesso.

Le foto pubblicate dai giornali di coloro che hanno urlato, insultato, interrotto parlano chiaramente. Non ci sono giustificazioni. Altro che si trovavano là “per caso”. Uno spettacolo indecente in un Paese civile. Era un blitz organizzato, con tanto di manifesti provocatori, un’azione che, peraltro, fa seguito ad un’altra manifestazione con Davide Sassoli e Marrazzo quando furono sparati, per disturbare, fuochi di artificio.

Nessuno è intervenuto per mettere a tacere questa gente. Si è assistito inerti alla loro chiassata.

Bisognava, invece, identificarli, portarli al Commissariato e denunciarli subito per i reati che hanno commesso, con tanto di diffida scritta. E’ stato fatto???

Invece le forze presenti sono intervenute solamente quando è arrivato Di Pietro, dopo che si era quasi impedito agli oratori precedenti di parlare e tentato, quasi, da parte di qualcuno, di assaltare il palco sul quale eravamo.

Così non si dà un segnale della presenza dello Stato a Fondi!

Noi abbiamo la sensazione che si stia oltrepassando il confine della legalità.

Quando, poi, vediamo che addirittura un Presidente di un’Amministrazione Provinciale, arriva a dare incarico, per un importo di 70.000 euro ed esulando dai suoi compiti istituzionali senza che nessuno lo denunci per abuso di potere ed alla Procura della Corte dei Conti, ad una società privata, di indagare… sulle indagini sulla mafia fatte dalla Magistratura dalle forze dell’ordine e da una Commissione di accesso istituita da un Prefetto della Repubblica, vuol dire che quel confine è stato superato di gran lunga.

Associazione A. Caponnetto

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