A Cinisi vietata la vendita di souvenir inneggianti a boss e clan

A Cinisi vietata la vendita di souvenir inneggianti a boss e clan

AMDuemila 08 Luglio 2021

Magliette con la faccia del padrino, pupazzetti con lupare, targhe con frasi che richiamano la subcultura di Cosa nostra. A Cinisi non sarà più possibile vendere questi prodotti grazie ad una ordinanza scritta dal primo cittadino Giangiacomo Palazzolo che decreta il “Divieto di vendita di oggetti, souvenir e gadget che richiamano o inneggiano alla Mafia”, l’inosservanza dell’ordinanza è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro.
“La storia del Comune di Cinisi – ha spiegato il sindaco del paese di Peppino Impastato nell’ordinanza – è stata tragicamente caratterizzata dall’orribile presenza del fenomeno mafioso, inteso sia come presenza nel territorio dell’associazione criminale sia come mentalità arcaica contrapposta alla cultura della legalità”. Il riscatto della Comunità, ha ricordato Palazzolo, “è avvenuto attraverso un graduale cambiamento culturale che ha rilegato la struttura criminale ai margini della vita sociale, economica e politica del paese”. Ma “ancora oggi, persiste il rischio concreto che la subcultura mafiosa possa trovare nuova linfa in atti, comportamenti e atteggiamenti tendenti a creare le condizioni sociali per una rivitalizzazione del fenomeno mafioso” e, ha aggiunto il primo cittadino, occorre “continuamente e fortemente contrastare ogni tipo di atteggiamento, anche di mera indifferenza, nei confronti della Mafia, promuovendo iniziative culturali, sociali e amministrative idonee a eliminarne alla radice la capacità lesiva del fenomeno mafioso”, si fa divieto nel territorio del Comune di Cinisi di vendere qualsiasi tipo di oggetto, souvenir, gadget “che inneggi o semplicemente richiami ‘in termini positivi’, in qualunque modo e forma, alla Mafia e alla criminalità organizzata in genere”.
Infatti, come ha voluto ricordare il sindaco, l’ordinanza vuole colpire un fenomeno definito pericoloso
 “poiché alimenta una subcultura mafiosa, tristemente ancora presente in certi strati dalla società, come, tra l’altro, confermato da una recente operazione di polizia condotta dalla procura della Repubblica di Palermo, compromettendo l’ordine pubblico e la sicurezza”. Ogni anno a Cinisi si riscontrano migliaia di presenze di visitatori, provenienti da tutto il mondo, “e molti di loro – ha sottolineato Palazzolo – si recano nel territorio al fine di rendere omaggio alla straordinaria storia di Peppino Impastato, eroe antimafia che ha contribuito in modo determinante, non solo al cambiamento culturale di Cinisi, ma dell’intero Territorio nazionale”. Insomma, oggi Cinisi è visto “come il paese del riscatto siciliano nella lotta alla Mafia grazie anche a una comunità che ha saputo contrapporsi costantemente alle prepotenze dell’associazione criminale”.

Fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/84777-a-cinisi-vietata-la-vendita-di-souvenir-inneggianti-a-boss-e-clan.html

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