09 Ottobre 2026 | ‘Ndrangheta
AMDuemila
La ’Ndrangheta come multinazionale del crimine e degli affari illeciti. Sono 85 i Paesi in cui la potente organizzazione mafiosa calabrese fa affari. Il dato è emerso dall’ultimo report del Progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta), iniziativa congiunta del Segretariato generale di Interpol e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano. Ieri, a Roma, i responsabili del progetto internazionale di polizia hanno annunciato di aver assicurato alla giustizia 181 soggetti tra boss, broker e gregari in 32 Paesi del mondo, di cui 70 latitanti dal 2020. In particolare, dal 1° gennaio 2025 sono state arrestate 78 persone collegate alla ’Ndrangheta, di cui 19 latitanti, in 15 Paesi, tra cui capi ed elementi di spicco catturati in Belgio, Colombia, Costa Rica, Spagna, Marocco e Germania. Al termine dell’incontro, copresieduto dal vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Raffaele Grassi, e dal direttore esecutivo per le Police Capabilities del Segretariato generale di Interpol, Harald Arm, alla presenza del project leader, primo dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, e di un dirigente del Bundeskriminalamt (BKA) tedesco, si è svolto il passaggio di consegne tra l’attuale project leader, Simone Pioletti, e il colonnello dell’Arma dei Carabinieri Giorgio Tommaseo, che assumerà la guida del Progetto I-CAN per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Il progetto rappresenta una piattaforma e un modello di eccellenza per il contrasto globale alla ’Ndrangheta, che valorizza il sistema Italia nel mondo. Lanciato nel 2020 e rinnovato fino al 31 dicembre 2027, il progetto ha potenziato le attività in America Latina, dove nel 2025 sono stati arrestati quattro soggetti, di cui due latitanti. Tra questi, tre presunti broker del narcotraffico sono stati fermati in Colombia. Al progetto hanno aderito otto nuovi Paesi: Cile, Panama, Costa Rica, Lussemburgo, Principato di Monaco, Messico, Romania e Svezia. “La ’Ndrangheta è una delle più potenti e segrete holding policriminali transnazionali, broker mondiale del commercio della cocaina, specialmente tra il Sud America e l’Europa, ad oggi presente in almeno 85 Paesi del globo“, ha dichiarato il vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Raffaele Grassi. Inoltre, la ’Ndrangheta rappresenta una minaccia di tipo ibrido, poiché ha la capacità di infiltrarsi nel tessuto economico legale e nelle istituzioni di altri Paesi e sfrutta le nuove e più avanzate tecnologie, dalle criptovalute all’intelligenza artificiale, per il riciclaggio. “Il nostro lavoro nell’ambito dell’iniziativa I-CAN ha messo in luce la portata globale di questa rete criminale, che opera in oltre 85 Paesi“, ha aggiunto Harald Arm, direttore esecutivo per le Capacità di polizia del Segretariato generale di Interpol. “Non si tratta più di una questione regionale italiana, ma di una minaccia transnazionale che richiede una risposta internazionale coordinata. Di conseguenza, il progetto si è ampliato da otto a 28 Paesi, mentre Interpol continua a rafforzare la cooperazione internazionale per contrastare e smantellare queste reti in tutto il mondo“. Il progetto, sottolinea il project leader e primo dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, “con un approccio di tipo olistico, assicura lo scambio di informazioni e buone pratiche, persegue lo smantellamento delle organizzazioni criminali, la localizzazione e la cattura dei latitanti, la ricerca, il sequestro e il recupero dei beni economico-finanziari riconducibili alla ’Ndrangheta all’estero, anche attraverso l’utilizzo di specifici strumenti di asset tracing, quali le Silver Notice di Interpol. Inoltre, il progetto vuole identificare nuove tendenze di infiltrazione della ’Ndrangheta nell’economia legale e nelle istituzioni e individuare, analizzare e contrastare i collegamenti criminali della ’Ndrangheta all’estero con altri sodalizi, come la mafia balcanica e i cartelli sudamericani, tra cui il Primeiro Comando da Capital, il Tren de Aragua e i cartelli messicani“. Le attività finanziate dal Progetto I-CAN, si rende noto, comprendono iniziative di sensibilizzazione e formazione delle autorità di polizia e giudiziarie dei vari Paesi sul fenomeno della ’Ndrangheta e sul relativo livello di penetrazione all’estero. Sono inoltre previste attività di analisi, attraverso un apposito database dedicato, supporto operativo e coordinamento investigativo per gli aspetti internazionali delle indagini condotte dagli uffici investigativi centrali delle forze di polizia italiane e dai corrispondenti uffici stranieri. Tali attività si svolgono attraverso punti di contatto specifici in tutti i Paesi partner, attualmente 28, istituiti per assicurare un flusso informativo e operativo rapido e sicuro e svolgere funzioni di “antenna” per l’acquisizione di notizie e l’avvio di nuove indagini. I Paesi membri del progetto sono attualmente 28, distribuiti su quattro continenti e uniti dal motto “All together against ’Ndrangheta“. Oltre all’Italia, principale finanziatore, aderiscono Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Francia, Germania, Lussemburgo, Malta, Messico, Paesi Bassi, Panama, Paraguay, Regno Unito, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Uruguay. Nel corso della sesta riunione dello Steering Committee è stato autorizzato l’ingresso del Messico, del Principato di Monaco e della Svezia. Il Crime Analysis File (CAF) del Progetto I-CAN conta attualmente oltre 137.000 entità censite, con un incremento del 110% dal 2025 rispetto al periodo 2020-2024. Grazie alle attività di analisi, è stata elaborata una mappatura della ’Ndrangheta in 85 Paesi del mondo. Oltre 2.500 operatori di polizia dei Paesi partner hanno ricevuto una formazione tecnica specifica sul fenomeno della ’Ndrangheta. Dal 2025 a oggi, il Progetto I-CAN ha organizzato e coordinato 77 riunioni informative, operative e strategiche in Italia e all’estero, coinvolgendo i delegati di oltre 60 Nazioni. Inoltre, dal 2025 è in corso la formazione degli allievi funzionari dell’Accademia del BKA tedesco sulle più recenti tecniche investigative. Dal 2025 è stata assicurata una proficua sinergia con altre iniziative a livello europeo, come il programma El PAcCTO 2.0, i progetti nell’area balcanica, @ON e la Silver Notice. È stato inoltre realizzato l’obiettivo strategico di assicurare la partecipazione del Progetto I-CAN alle azioni operative del programma EMPACT della Commissione europea, nei Paesi e nei settori di principale interesse della ’Ndrangheta. Il Progetto I-CAN ha partecipato attivamente all’operazione internazionale di polizia “Atlas Nexus”, organizzata nel luglio scorso nell’ambito di EMPACT, che ha coinvolto i Paesi dell’America centrale e latina, contribuendo alla cattura di circa 500 soggetti collegati alla criminalità organizzata transnazionale, oltre al sequestro di centinaia di chili di stupefacenti e di ingenti beni oggetto di riciclaggio. L’iniziativa sarà coinvolta nell’attuazione di diverse azioni operative della piattaforma EMPACT, tra cui quelle relative all’area balcanica e all’America Latina, alla ricerca dei latitanti e al possibile infiltrarsi della criminalità organizzata nelle imprese. Sono inoltre in fase di organizzazione alcuni workshop informativi e operativi incentrati sulla condivisione di competenze per l’intercettazione delle comunicazioni criptate.
AdnKronos.
Fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/ndrangheta/la-ndrangheta-e-presente-in-85-paesi-dal-2020-arrestati-181-boss-e-broker-in-tutto-il-mondo