05 Settembre 2026 | Cronaca
L’inchiesta della procura di Napoli: sequestrati 34 milioni di bitcoin grazie al collaboratore di giustizia
AMDuemila
Un mondo sommerso che si muove su coordinate digitali globali dove, insieme a molte altre organizzazioni criminali, anche la Camorra e la ‘Ndrangheta non hanno più confini geografici ma operano nel dark web, pagando hacker professionisti per gestire transazioni finanziarie in criptovalute. È quanto emerge da un’inchiesta della procura di Napoli, raccontata ai microfoni di Repubblica dal procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri e dal tenente colonnello dei Carabinieri Giuseppe Taraschi.
Oggi, infatti, sono sempre di più i casi in cui le organizzazioni criminali si rivolgono a hacker esperti per fare affari e riciclare denaro anche attraverso le criptovalute. Uno di questi casi si è verificato anche a Napoli, dove un hacker è riuscito a bucare i server del Ministero della Giustizia. Nove mesi dopo, le indagini hanno permesso di poterlo individuare e arrestare. La vera svolta nelle indagini si è verificata quando l’hacker ha deciso di diventare un collaboratore di giustizia. “Grazie alla legge di riforma del luglio 2024, è stato possibile intercettarlo, indagarlo e farlo diventare collaboratore di giustizia“, ha spiegato il procuratore Nicola Gratteri. “Attraverso un computer, attraverso le sue password, ci ha fatto entrare nel dark web e scoprire nuovi mondi. Ci ha fatto sequestrare fino a 34 milioni di Bitcoin. Questi soldi – ha sottolineato – sono già nel Fondo Unico di Giustizia, quindi spendibili e fruibili da parte del Ministero“.
Sempre secondo il procuratore, le organizzazioni criminali italiane utilizzano le criptovalute da almeno 6-7 anni. Un dato che conferma quanto Camorra e ‘Ndrangheta siano diventate molto più evolute rispetto a qualche decennio fa. “Poco prima che io venissi qui a Napoli – ha ricordato il magistrato – ci è capitata un’indagine importante di una ‘Ndrangheta in provincia di Crotone, che ha pagato degli hacker tedeschi e rumeni per scendere in Calabria, non solo per installare Bitcoin, ma anche per fare transazioni finanziarie nel dark web“.
La combinazione del dark web con il mondo delle criptovalute è uno strumento molto potente, per questo motivo in forte crescita. Ecco perché nel vasto mondo del riciclaggio di denaro internazionale, le criptovalute sono sempre più utilizzate. Un business aumentato a dismisura, anche grazie al fatto che diventa sempre più complesso tracciarne la strada attraverso i soliti metodi investigativi. Oltretutto, come ha precisato anche lo stesso Gratteri, “sono almeno 5-6 anni che i cartelli della droga sudamericani preferiscono essere pagati in criptovalute“.
A confermare una transizione ormai già consolidata è anche il tenente colonnello dei Carabinieri, Giuseppe Taraschi: “La Camorra oggi non si muove più su confini geografici di quartiere, ma su coordinate digitali globali“. E ancora: “C’è una netta distinzione nei compiti. Abbiamo la manovalanza che si occupa della gestione delle piazze di spaccio, ma poi ci sono i vertici che si preoccupano di assumere professionisti, ingegneri, esperti in economia capaci con un singolo click di trasferire milioni di euro in criptovalute all’estero“.
Grandi competenze, dunque, che rendono sempre più complesso portare alla luce gli affari delle organizzazioni criminali che preferiscono restare nell’ombra. “Le piattaforme vengono chiuse rapidamente, però – ha spiegato Taraschi – riescono a riconfigurarsi e a riaprire velocemente“. Tra i crimini più diffusi nel dark web, l’ufficiale segnala “soprattutto traffico illegale di dati, credenziali informatiche, malware, documentazione contraffatta, diversi servizi legati al cybercrime. Molte monete false vengono vendute tramite i mercati neri e pagate con l’utilizzo delle criptovalute“.
Fortunatamente, anche le forze dell’ordine si stanno organizzando. Il tenente colonnello dei Carabinieri Taraschi ha ricordato, infatti, come durante “una delle ultime attività portate avanti verso un’organizzazione dedita alle truffe bancarie, gestita dal clan Mazzarella“, sia stato possibile arrivare con successo alla fase delle perquisizioni grazie a personale altamente specializzato, “che ha consentito l’individuazione di diversi wallet su cui c’erano diverse criptovalute utilizzate per il riciclaggio“.
Tratto da: La Repubblica
Video: napoli.repubblica.it
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fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/cronaca/video-mafie-e-bitcoin-il-nuovo-patto-col-darkweb-milioni-di-euro-in-un-click