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L’audizione della dr. ssa Diana De Martino, S. Procuratore della DNA, da parte della Commissione Sicurezza della Regione Lazio sulla presenza e sulle attività delle mafie in provincia di Latina

Come se già non fosse stato scritto e riscritto.

Da dieci anni almeno.

Il fatto è che gli esponenti politici, quasi tutti, non hanno affatto dimestichezza con le Relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, della DIA e quanti altri.

E, quando si vedono costretti a prenderne atto, non danno quasi mai seguito agli impegni assunti.

La famosa “legge sugli appalti”.

Ma non ne era stata promessa l’approvazione durante la vecchia gestione della Regione Lazio?

Ora Zaratti ne assicura l’elaborazione e, poi, l’approvazione.

Ora che i buoi sono scappati dalle stalle e non si contano più gli appalti ed i subappalti di cui le mafie hanno fatto man bassa nel Lazio.

Senza che alcuno, eccetto noi poveri “coglioni” come qualche scanzonato giornalista di fogli locali ha voluto definirci, si sia mai premurato di andare a verificare l’identità vera dei vincitori.

Siamo ancora al “mafia radicata” e “tentativi di infiltrazione mafiosa”; al mafia sì e mafia no, quando il tessuto economico laziale è in larga parte mafioso, senza voler parlare di quello politico ed istituzionale.

Quello politico.

Meno male che per Nettuno sono stati adottati dei provvedimenti.

Non credevamo ai nostri occhi.

Su Formia, su Fondi e così via, invece, è calato il silenzio.

Fenomeni semplicemente criminali!!!

Di pura criminalità comune.

L’aspetto delle collusioni con la politica, pur emerso prepotentemente durante le inchieste, non è stato minimamente preso in considerazione, al punto che restano sullo scenario, vivi e vegeti, tutti i soggetti di “prima”.

Inorgogliti, peraltro e più potenti di “prima”

Oggi si scomoda il PM Diana De Martino per indurla a ripetere cose sapute e risapute per quanto attiene alla presenza ed alle attività delle mafie in provincia di Latina e nel Lazio.

E la Dott. ssa De Martino, che è una persona seria ed un magistrato scrupoloso, è andata in Commissione Sicurezza della Regione Lazio a ripetere, dopo De Fichy, Capaldo ecc. , che le mafie ci sono e sono radicate.

La Commissione Sicurezza della Regione Lazio non è partita, però, da un’analisi approfondita del significato vero delle parole che la stessa Dott. ssa De Martino scrisse, insieme al suo collega Curcio, a proposito delle inchieste fatte in provincia di Latina dove quasi tutti i casi in odor di mafia erano stati rubricati come reati comuni.

La Commissione Sicurezza della Regione Lazio non si è scomodata a rileggersi quanto dichiarammo noi dell’Associazione Caponnetto nell’audizione cui fummo invitati a partecipare nel lontano 2005.

La Commissione Sicurezza della Regione Lazio non si è peritata di acquisire gli atti, che sono pubblici, delle inchieste “FORMIA CONNECTION” e “DAMASCO”, Formia e Fondi, nei quali vengono citati nomi di politici che hanno ricoperto e ricoprono importanti incarichi istituzionali

E, infine, la Commissione Sicurezza della Regione Lazio non si preoccupa di andare a vedere perché in provincia di Latina non si fanno indagini patrimoniali.

Si comincia sempre daccapo per ripetere “mafia sì” e “mafia no”.

Poveri noi!!!

Non pigliamoci ancora per i fondelli…