7 studenti su 10 preoccupati per la presenza della criminalità nel Lazio. Bene così. Ma questi ragazzi non possono continuare a credere che la lotta alle mafie si fa con le commemorazioni e la retorica. Se vogliono fare qualcosa di serio, debbono venire nelle Associazioni antimafia ed aiutarci a scovare e denunciare i mafiosi

“Sette studenti su 10 ritengono la presenza della mafia nel Lazio un fenomeno preoccupante. Più della metà degli studenti ritiene l’estorsione tra le principali attività della criminalità organizzata. Il 46% degli studenti intervistati dichiara inoltre disinteresse o disgusto per la politica”. Così sostiene l’indagine sulla percezione del fenomeno mafioso tra gli studenti del Lazio, realizzata nell’ambito del Bando 2010 del Consiglio Regionale del lazio. “Il campione dell’indagine si basa su interviste di 1.420 studenti di 51 istituti sul territorio laziale – si legge nel comunicato – Uno studente su 10 dichiara di giocare puntando soldi (per es. a carte o ai video poker) quasi tutti i giorni o almeno una volta a settimana e uno studente su 5 una o due volte al mese. Per il 44,7% degli studenti intervistati, per trovare lavoro serve essere raccomandato o avere conoscenze politiche o una famiglia influente. Per il 46,7% le persone sono spinte ad entrare nelle fila della mafia da difficoltà economiche e di lavoro, circa i due terzi dichiarano un sano atteggiamento di responsabilità collettiva nel contrasto alla mafia (il 59,2% dichiara che “tutti noi dobbiamo impegnarci per combatterla”), altri lasciano meno spazio al distacco (‘E’ qualcosa da evitare con attenzione’) o alla rassegnazione (‘E’ qualcosa con cui dobbiamo convivere perché non si può eliminare’).

(Tratto da Siamo Tutti Giornalisti)

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