I CASAMONICA E LE MAFIE A ROMA E NEL LAZIO

I CASAMONICA E LE MAFIE A ROMA E NEL LAZIO

L’ATTRIBUZIONE DEL 41 BIS AL BOSS ED IL RICONOSCIMENTO AI CASAMONICA DELLA VESTE DI MAFIOSI SEGNANO UN CAMBIO DI PASSO IMPORTANTE DA PARTE DELLA MAGISTRATURA E DELLE ISTITUZIONI ROMANE.

DECINE DI ANNI DI VOLUTA DISATTENZIONE, DI NEGAZIONISMO, DI COLLUSIONI CON LA MAFIA HANNO AFFONDATO LA CAPITALE ED IL LAZIO IN UN OCEANO DI MERDA CON LE MAFIE CHE SI SONO IMPADRONITE DI PEZZI IMPORTANTI DELL’ECONOMIA, DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA’.

A PENSARE CHE PERFINO LA BANDA DELLA MAGLIANA E’ STATA CONDANNATA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE SEMPLICE E NON MAFIOSA. ED E’ TUTTO DIRE.

CON LA SVOLTA A LIVELLO POLITICO E DI GOVERNO SEMBRA CHE LE COSE STIANO LENTAMENTE CAMBIANDO.

NON E’ GIUNTO PERO’ IL MOMENTO DI ESULTARE IN QUANTO I ” SI’MA,PERO’,DOBBIAMO RIVEDERE” CHE STIAMO ASCOLTANDO IN QUESTI GIORNI DA PARTE DI UNA COMPONENTE DELLO STESSO GOVERNO A PROPOSITO DEL DISEGNO DI LEGGE CONTRO LA CORRUZIONE NON CI FANNO VEDERE CHIARO E CI FANNO AL CONTEMPOPREVEDERE CHE CI SIANO ANCORA FORTI REAZIONI AD UN REALE CAMBIAMENTO DI PASSO.

E’ QUESTA UNA REALTA’ CHE DEVE INDURCI A STARE CON I PIEDI PER TERRA E A NON GUARDARE ALLA LUNA CHE ERA E RIMANE MOLTO LONTANA E DIFFICILE DA RAGGIUNGERE.

SEGUIAMO I FATTI CON MOLTA ATTENZIONE E CON GLI OCCHI BEN SBARRATI IN QUANTO SIAMO CONSAPEVOLI DEL FATTO CHE LA MAFIA,CONTRARIAMENTE A QUANTO PENSANO MOLTI,NON STA NE’ A PALERMO, NE’ A NAPOLI, NE’ A REGGIO CALABRIA, NE’ A BARI ,MA A ROMA E NEL SUO RETROTERRA, NEL LAZIO. QUELLA CHE STA NELLE ALTRE REGIONI E’ DELINQUENZA COMUNE CHE ASSUME LE VESTI DI MAFIA A CADUTA, PERCHE’ A ROMA COSI’ E’ STATO DECISO E SI CONTINUA IN PARTE A DECIDERE.

IL POTERE E’ A ROMA E LE DECISIONI SI ASSUMONO A ROMA. NON A PALERMO, A NAPOLI E COSI’ VIA.

A ROMA E NEL SUO TERRITORIO CHE SI ESTENDE A SUD FINO AL FIUME GARIGLIANO,LA PROVINCIA DI LATINA,LA PORTA D’INGRESSO VERSO LA CAPITALE ED IL NORD DI TUTTI I CLAN,LE ‘NDRINE,LE COSCHE ITALIANI E STRANIERI.

NON E’ UN CASO CHE LA STESSA DDA DI ROMA-COME HA DICHIARATO NON CHI CHI SCRIVE MA IL SUO COORDINATORE DR. PRESTIPINO – LE MAGGIORI DIFFICOLTA’ AD INDAGARE SI TROVANO IN PROVINCIA DI LATINA.

E NON E’ NEMMENO UN CASO CHE UN PREFETTO DELLA LEVATURA DI BRUNO FRATTASI E’ STATO SUBITO RIMOSSO NON APPENA E’ ANDATO A FONDO NEL “CASO FONDI”, CHE HA FATTO CRONACA IN TUTTO IL MONDO E CONTINUA AD ESSERE COSI’ COM’ERA-HA TENTATO DI FAR LUCE.

QUELLO CHE NON SI RIESCE A COMPRENDERE SONO LE RAGIONI PROFONDE DELLA “DISATTENZIONE”-CHIAMIAMOLA COSI’ PER NON DEFINIRLA DIVERSAMENTE – DEGLI ORGANI CENTRALI DELLO STATO – A COMINCIARE DAL MINISTERO DELL’INTERNO PER FINIRE AL CAPO DELLA POLIZIA ED AI COMANDANTI GENERALI DEI CARABINIERI E DELLA GUARDIA DI FINANZA-I QUALI,PUR DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE COSI’ DRAMMATICA,CONTINUANO A MANTENERE IN PIEDI UN APPARATO BUROCRATICO ED INVESTIGATIVO ASSOLUTAMENTE INADEGUATI ED INEFFICIENTI E,COMUNQUE,NON ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE.

E A DIRE CHE SUL “CASO FONDI” SI IMPEGNARONO,OLTRE ALL’ANTIMAFIA OPERATIVA E NON CHIACCHIERONA E FESTAIOLA ED AL PREFETTO FRATTASI, CALIBRI COME VELTRONI, FAVA E DI PIETRO , I QUALI FECERO TUTTI CILECCA DI FRONTE AD UNO STATO-MAFIA QUAL’E’ QUELLO CHE HA GOVERNATO IL PAESE DA 20 ANNI IN QUA.

CI TORNA SEMPRE ALLA MEMORIA E TURBA I NOSTRI SONNI QUELLA DRAMMATICA AFFERMAZIONE DI GIOVANNI FALCONE QUANDO DISSE : “DOVE COMANDA LA MAFIA I POSTI NELLE ISTITUZIONI VENGONO TENDENZIALMENTE AFFIDATI AI CRETINI”

LO DISSE FALCONE E NON CHI SCRIVE.

E A ROMA E NEL LAZIO, A COMINCIARE DALLA PROVINCIA DI LATINA,  A COMANDARE PER ANNI E’ STATA, SE NON E’ ANCORA, LA MAFIA.

CARMINE SCHIAVONE, IL PENTITO, MORTO APPENA QUALCHE ANNO FA, DICHIARO’ CHE LA PROVINCIA DI LATINA FA PARTE DELLA “PROVINCIA DI CASAL DI PRINCIPE “.

Associazione antimafia “Antonino Caponnetto”

 

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