Stefano Fidanzati e quella foto nel dossier dell’Fbi

Stefano Fidanzati e quella foto nel dossier dell’Fbi

18 Maggio 2018

di AMDuemila

Da quando il capo della cupola mafiosa Totò Riina è morto ed alcuni boss di vecchia data sono usciti dal carcere, ci si interroga su quali possano essere i candidati a reggere le fila di un nuovo assestamento di Cosa Nostra. E mentre l’operazione Montagna del gennaio 2018 svela “frequenti e stretti rapporti” tra famiglie mafiose di tutta la regione, che fanno pensare al ripristino della commissione regionale di Cosa Nostra, tra i possibili candidati spunta il nome di Stefano Fidanzati, uscito lo scorso 23 gennaio dal carcere e che gode di un curriculum criminale non da poco. Stefano Fidanzati è considerato l’erede del fratello Gaetano (morto all’età di 78 anni nel 2013), re del narcotraffico che gestiva il traffico di cocaina a Milano, nonché boss dell’Arenella-Acquasanta a Palermo. La famiglia Fidanzati appartiene a quell’aristocrazia mafiosa palermitana che però non fu colpita dai Corleonesi, ma anzi ci scese a patti. Ed è proprio Stefano che intratteneva rapporti con il gruppo di San Giuseppe Jato quando era retto da Giovanni Brusca.
È un giovanissimo
Stefano Fidanzati, 32 anni, quello che si vede nelle foto pubblicate da Il Fatto Quotidiano ieri del matrimonio di Pippo Bono (16 novembre 1980) a New York, cerimonia a cui parteciparono importanti famiglie mafiose siciliane come i Gambino e gli Inzerillo. Quelle stesse foto erano all’interno di un dossier dell’FBI sulle famiglie siciliane più importanti a New York. Oggi, l’erede del re del narcotraffico ha settantanni ed ha alle spalle un’esperienza di traffico di droga ed estorsioni. Proprio quest’ultime gli sono costate l’ultima condanna da poco estinta. A denunciarlo è stato un imprenditore che negli anni 2000 era impegnato in opere di ristrutturazione del porticciolo dell’Arenella. L’imprenditore ha raccontato che Stefano non solo chiese soldi per i carcerati ma gli “impose” le “ditte” con cui lavorare e “le assunzioni di operai” finché la vittima decise di denunciare tutto alle autorità e Stefano Fidanzati finì in carcere.

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

fonte:http://www.antimafiaduemila.com/

 

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