Faida del rione Sanità. Il clan Vastarella dalla decapitazione alla riconquista del territorio

CAMORRA – LA RIORGANIZZAZIONE
Faida del rione Sanità. Il clan Vastarella dalla decapitazione alla riconquista del territorio
Regge l’alleanza con i Lo Russo: dopo gli arresti degli ultimi mesi gli Esposito-Genidoni ed i Mallo sono stati messi in ginocchio

di REDAZIONE


NAPOLI. Sembrava un clan finito e invece in due mesi la situazione si è ribaltata a suo favore. Dal clamoroso attacco subito nel circoletto alle Fontanelle all’attuale controllo sugli affari illeciti nel quartiere senza avversari. Anzi, i Vastarella sono stati capaci non solo di superare lo choc per i due morti, ma di tessere tele e alleanze per non rischiare più agguati, almeno in casa. Così si è formata la triade, oggetto di recentissime informative delle forze dell’ordine, al comando nel rione Sanità: Vastarella-Savarese-Mauro. Mentre i tre gruppi nemici del 2016, i Genidoni-Esposito,gli Esposito e i Mallo, sono in grave crisi per gli arresti a raffica che li hanno colpiti.

VENDETTA IN VISTA. Così,quella che pareva una sconfitta irrimediabile si è trasformata in una vittoria di camorra. Fermo restando, però, che vincitore è stato soprattutto lo Stato: con le operazioni portate a termine da polizia e carabinieri, molti affiliati sono finiti in manette e indubbiamente nel complesso la malavita è meno forte. Dunque, ancora una volta nel quartiere caro a Totò gli equilibri si sono mostrati fragili. Sembrava un colpo da kappaò l’attacco del 22 aprile scorso alle Fontanelle, con la morte di Raffaele Vastarello (con la “o” finale per un errore anagrafico) e del cognato Salvatore Vigna e il triplice ferimento di altrettanti appartenenti alla famiglia. Invece lo storico clan Vastarella, contrapposto negli anni novanta e duemila in due fasi ai Misso, si è ripreso e ha riconquistato potere trai vicoli. Le attività illecite sono le solite: traffico di droga, soprattutto radicato sul territorio, ed estorsioni. A sostegno della tesi della triade di camorra nel rione Sanità che al momento non avrebbe avversari, gli investigatori portano come esempi diverse circostanze: a cominciare dall’assenza di “stese” serali e notturne per finire al clima meno teso che si respira in certi ambienti.

STOP ALLE STESE. Nell’anno e mezzo in cui si è sviluppatala guerra tra i Lo Russo, spalleggiati dai Vastarella, e gli Esposito del ras Pietro detto “Pierino”, i raid armati a scopo punitivo e intimidatorio si sono susseguiti a ritmo costante. Così come le sparatorie, appena diventava buio, contro le serrande dei negozi chiusi. Terrore allo stato puro che ha attanagliato per mesi gli abitanti del quartiere, il clou di violenza si è raggiunto con l’omicidio in piazza San Vincenzo del boss Esposito. Esempio di camorra sfrontata e sanguinaria, la cui longa manus non si è fermata neppure a due passi dalla chiesa principale della zona. La storia della malavita organizzata alla Sanità è piena di cambiamenti, ma ha quasi sempre avuto una caratteristica: la divisione in due blocchi: è stato così per decenni con la contrapposizione tra i Misso del boss Giuseppe “”o nasone” (oggi collaboratore di giustizia) e i Vastarella e anche adesso sostanzialmente è così, ma con protagonisti parzialmente diversi. Fino a quando questo fragile equilibrio riuscirà a reggere, nessuno è oggi in grado di dirlo con certezza.

06/07/2016

fonte:www.internapoli.it

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