Solo chiacchiere….questa politica non ha morale

                    Forza Italia candida a Napoli il fratello del boss dell’alleanza di Secondigliano
                        E’ il fratello del boss del clan egemone nelle Masseria Cardone: i Licciardi. Antonio Errichelli è stato ucciso per mano dei killer della Vanella Grassi, Giuseppe, detto Pino, è in lista per Forza Italia nel quartiere di Secondigliano.
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                    Cronaca   Napoli   Elezioni Comunali 2016
        1 giugno 2016
                    di
                            Redazione
                           Dopo i casi di Mario Guida e Mimmo Andreozzi un altro candidato di centrodestra entra nell’occhio del ciclone per un legame di parentela di stampo criminale. Si tratta di Giuseppe Errichelli, candidato della VII Municipalità di Napoli (quella di Secondigliano-Miano-San Pietro a Patierno). Errichelli, eletto nelle file di Forza Italia,  è consigliere municipale. Nel 2006, con il partito di Silvio Berlusconi, prende 494 voti  e viene riconfermato nel 2011. Diventa il referente della commissione municipale che gestisce gli immobili pubblici. Una commissione pesante, di quelle che contano in un quartiere dove ogni centimetro di bene pubblico è una trincea contro la camorra. Giuseppe (detto Pino) oggi si ripresenta con gli azzurri  nell’area nord della città sostenendo nella corsa a sindaco Gianni Lettieri. Il feudo elettorale di Giuseppe Errichelli è quel tratto di municipalità che vede i suoi confini in Corso Secondigliano, Via Lazio, Via Regina Margherita, Via Miano. La maggior parte dei suoi voti provengono dai seggi ubicati in quel rettangolo meglio conosciuto come “Masseria Cardone”. E’ in quel fazzoletto di terra che il consigliere municipale costruire il suo consenso. Lo stesso fazzoletto di terra dal quale partono i Licciardi per fondare il proprio clan. La “Masseria Cardone” è la loro storica roccaforte, la rampa di lancio di un impero criminale che ha conquistato l’Europa, allungando i suoi tentacoli fino a Sydney. Nella “Masseria” – come viene chiamata – non si apre un negozio, non si organizza una festa di piazza se non lo decidono loro: i Licciardi. Una delle poche famiglie di camorra gestita per oltre 30 anni per ius sanguinis. Al capostipite Gennaro (detto Gennarino a’ scigna), sono succediti dapprima i fratelli Pietro e Vincenzo, poi la sorella Maria – vera leader del clan – e infine il marito di quest’ultima Antonio Teghemié. Dopo il suo arresto le redini sono passate in mano al pupillo della famiglia, l’uomo di fiducia, quello a cui assegnare il controllo del racket: Antonio Errichelli. Proprio il suo atteggiamento prone nei confronti dei boss gli aveva fatto “guadagnare” l’appellativo di “lecchino”. Per tutti, “o’ Cinese”, com’era stato ribattezzato all’inizio della sua carriera criminale, era diventato: “o’ lecchino”
Antonio Errichelli era stato oggetto di un’ordinanza di custodia cautelare già nel 2008, nell’ambito della retata che portò all’arresto di Vincenzo Licciardi. Tra i 38 sottoposti a fermo anche Francesco e Mariano Errichelli. Ma la sua carriera criminale termina definitivamente nel 2011 quando viene arrestato con l’accusa di essere a capo della rete che imponeva il pizzo ai negozianti della zona e nell’ottobre 2013 viene stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione. Mentre era in libertà, in regime di sorveglianza speciale in attesa della sentenza della Cassazione, Antonio Errichelli è raggiunto da una scarica di colpi che non gli lascia scampo. E’ il 30 gennaio 2014, un vero e proprio far west impazza per le vie di Secondigliano. Secondo gli inquirenti mentre era in via Privata detta Scippa la sua Toyota IQ sarebbe stata affiancata da una Fiat Panda Gialla con dentro almeno tre uomini, due dei quali armati di pistole che avrebbero esploso 10 colpi al volto e al torace.  Un’esecuzione ad opera del gruppo della “Vanella Grassi” Un’esecuzione in piena regola in territorio del gruppo “Vanella Grassi”. Quelli “dell’altra parte del Corso”, quelli che controllano la piazza di spaccio sita nel cuore della Secondigliano “storica”. A due anni dalla morte del fratello Antonio, Giuseppe Errichelli torna in corsa per la carica di consigliere municipale nelle liste di Forza Italia. Nella stessa Municipalità il caso Mattuozzo padre di due ragazzi della “Vanella Grassi” In lista con De Magistris – nella VII municipalità – c’è Salvatore Mattuozzo candidato della lista “Napoli in Comune a sinistra”. Nel suo caso a rimanere sotto i colpi dei killer sono stati i figli Carlo e Antonio membri del gruppo della Vanella Grassi. I due – così come Errichelli – sono stati uccisi nell’ambito della faida “latente” che dopo la guerra di camorra del 2004-2005 vede un continuo rimestamento degli equilibri nell’area nord di Napoli.
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