Un nostro grazie di cuore al Vescovo di Velletri che ha invitato a non chiudere gli occhi davanti al fenomeno criminale

IL VESCOVO DI VELLETRI, DI FRONTE ALLA PRESENZA DELLA CRIMINALITA’, INVITA ISTITUZIONI E CITTADINI A NON FAR FINTA DI NIENTE! UN ESEMPIO PER TUTTI GLI ALTRI SUOI CONFRATELLI!

Veramente encomiabile e da additare come esempio a tutti.

Il Vescovo di Velletri ha mostrato, con le sue dichiarazioni alla stampa, di avere della Chiesa una concezione missionaria.

Missionaria nel mondo, fuori dalla tenda, come indicato dal Concilio Vaticano II.

E’ questa la Chiesa vera, quella che non teme di “sporcarsi le mani”, che tocca i problemi veri di una società che marcia velocemente verso lo sfacelo.

Una Chiesa non burocratica, fatta di pastori che stanno in mezzo alla gente e parlano dei problemi della gente. Come faceva Gesù Cristo, uomo fra gli uomini.

Come fanno tanti sacerdoti e tanti vescovi che vivono nel sud, in Sicilia, in Calabria, in Campania, in Basilicata e predicano la parola di Cristo dando testimonianza con la propria vita, pagando alcuni con la propria vita.

Ecco perché siamo grati a questo Pastore che si è esposto per scuotere coscienze ed intelligenze di fronte ad un problema drammatico, che è quello dell’illegalità e della criminalità, comune ed organizzata.

I Castelli romani, a cominciare da Velletri, non sono indenni.

Proprio a Velletri, a parte i fatti delittuosi di questi ultimi giorni, ci sono già delle presenze inquietanti. E tanti investimenti sospetti!!! Sono, infatti, ben 8 i beni confiscati sul suo territorio alla criminalità organizzata.

Va, poi, considerata che la città dista pochissimo sia da Aprilia in provincia di Latina che da Nettuno in provincia di Roma, due centri fortemente devastati dalle cosche e dai clan.

Le mafie… non hanno paletti oltre i quali non vanno.

Non ripetiamo gli errori di taluni che spudoratamente hanno sempre negato la presenza mafiosa ad Ardea (residenza per decenni di “Frank tre dita”) -tanto per fare un esempio-, quando è acclarato il fatto che le confinanti Anzio e Nettuno a sud ed Ostia e tutto il litorale a nord sono infestati dalle mafie.

Se finora non è apparsa in maniera allarmante la presenza mafiosa su determinati segmenti di un territorio fortemente infiltrato dalla criminalità organizzata vuol dire che non sono state fatte in maniera sufficiente le indagini.

D’altro canto –e lo abbiamo sottolineato nel convegno dell’altra sera a Nemi, cittadina nei Castelli romani che dista una decina di chilometri da Velletri-non bisogna delegare solamente alle forze dell’ordine ed alla magistratura il compito di contrastare le mafie. Da sole esse non ce la fanno. Debbono essere, quindi, tutte le istituzioni, tutti i cittadini, ad impegnarsi collaborando con gli investigatori.

La Chiesa, volendolo, può svolgere un ruolo insostituibile.

Purtroppo essa nel Basso Lazio, su questo versante, è silenziosa, tolta qualche rarissima eccezione, che riguarda, comunque, qualche Parroco.

Quanto sarebbe bello se scendessero in campo i Vescovi, come ha già fatto quello di Velletri, al quale giungano le espressioni più vive della nostra gratitudine.

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