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Troppe tracce di malavita organizzata: 6 mesi in più ai commissari per le “pulizie di primavera” e zero elezioni a Calvi Risorta

25 Gennaio 2026 – 17:44

Doccia fredda sulle liste elettorali in formazione per quello che era l’atteso rinnovo del Consiglio comunale

CALVI RISORTA (Elio Zanni) – «Non risulta esaurita l’azione di recupero e risanamento complessivo dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata». Come dire: il lavoro di bonifica e “disinfestazione” sociale non è finito, ci sono ancora tracce ovunque di camorra e del marcio da ripulire. Troppa polvere nascosta sotto i tappeti? C’è chi lo andava dicendo anni. E adesso arriva la riconferma della conferma.

Esageriamo? Si direbbe proprio di no, a giudicare dal tenore delle scioccanti e preoccupante motivazioni poste alla base della proroga di “altri sei mesi” di permanenza della gestione commissariale presso il Comune caleno, che fu del sindaco Giovanni Lombardi. S’immagina i commissari al lavoro: scava qui, scava lì, guarda nel fondo di quel cassetto, vedi bene questi appalti pubblici e l’aderenza del realizzato rispetto ai limiti di certe concessioni edilizie ed ecco che gl’ispettori si saranno messi le mani nei capelli.

Come si fa poi a commissariare un comune e lasciare esattamente al loro posto impiegati e responsabili, spesso promossi proprio dai precedenti amministratori, questo non lo capiremo mai? Non a caso, parallelamente alla lotta contro il condizionamento mafioso, la Commissione ha dovuto affrontare una “macchina burocratica” inefficiente, caratterizzata da nomine fiduciarie basate su prassi arbitrarie e privative di imparzialità, rendendo indispensabile una completa riorganizzazione del personale apicale.

Comunque, buon lavoro lo stesso. E l’immagine dei protagonisti di quanto scoperto adatta in questi casi potrebbe essere quella di un famoso quadro: l’Urlo di Munch. Tanto è vero che la terna composta dal viceprefetto Francesco Massidda, dal viceprefetto Giuseppina Ferri e dal dirigente Sebastiano Giangrande rimarrà in quel di Calvi Risorta altri sei mesi e quindi – attenzione a questo passaggio – fino al 28 luglio 2026.

Appare evidente di come sia del tutto saltata la possibilità per Calvi Risorta – salvo eclatanti novità dell’ultimo momento, giudicate impossibili – di andare al rinnovo del Consiglio comunale come prospettato per il 2026, ossia in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno. Ma non mettiamo limiti alla provvidenza, in Italia c’è un’eccezione per ogni evenienza. Solo che certe cose andrebbero dette in tempo utile per consentire alla città di organizzare le liste elettorali: ora congelate.

Ancora un passaggio sulla proroga. Appare chiaro che la proroga della gestione commissariale a Calvi Risorta, estesa fino a 24 mesi per la gravità del contesto, si sia resa necessaria a causa di una profonda e radicata infiltrazione della criminalità organizzata nella vita amministrativa dell’Ente. Come evidenziato dal decreto del Presidente Mattarella, il Comune si trovava in una condizione di tale compromissione da richiedere un intervento statale prolungato per ripristinare la legalità e la trasparenza.

L’azione della Commissione straordinaria ha fatto emergere gravi irregolarità e partecipazione d’interesse (le famose cointeressenze) tra i vertici politici passati e i clan dell’area nord aversana, in particolare nei settori dei lavori pubblici, dove appalti e subappalti – come quelli per la manutenzione stradale e la ristrutturazione scolastica – sono finiti al centro di indagini giudiziarie. Il processo tutt’ora in corso è anzi giunto nella fase calda.

Questo scenario di cattiva gestione ha prodotto conseguenze devastanti anche sul piano economico: le verifiche hanno infatti portato alla dichiarazione di dissesto finanziario nel gennaio 2026, a fronte di un disavanzo di quasi 5milioni di euro e debiti fuori bilancio milionari, occultati o ignorati dalle precedenti amministrazioni.

Nonostante le criticità, l’attività commissariale punta ora al rilancio del territorio attraverso il contrasto agli abusi ambientali ed edilizi legati a imprenditori pregiudicati e, soprattutto, tramite la realizzazione di opere simbolo su terreni confiscati, come il nuovo Parco Caleno e diverse strutture di pubblica utilità. Questioni non nuove per chi segue la cronaca calena e conosce quando, come e chi, in tempi non remoti (parliamo dell’ex consigliere comunale e già candidato sindaco, Vito Taffuri), a proprio rischio e pericolo ebbe il coraggio di denunciare agli organi competenti – a tambur battente in Consiglio comunale e sui giornali – i suoi sospetti su cose divenute poi indagini e infine ipotesi di reato. Da non dimenticare – assolutamente – il grande lavoro svolto dagli inquirenti. Sui processi in corso (altro risvolto parallelo) non mettiamo lingua, ogni considerazione è rinviata alla fine di tutte le fasi previste.   

La proroga rappresenta dunque una occasione per mettere la parola fine su queste vicende, un periodo essenziale per blindare i progressi, proteggere l’Ente da nuove interferenze esterne e restituire alla cittadinanza la possibilità di dotarsi (con nuove elezioni) un’amministrazione comunale sana, eleggendo una lista di persone non condizionate e non condizionabili, in un contesto sociale e politico finalmente libero dal peso delle interferenze esterne della camorra ma dall’inadeguatezza gestionale del passato.

Fonte:https://casertace.net/troppe-tracce-di-malavita-organizzata-6-mesi-in-piu-ai-commissari-per-le-pulizie-di-primavera-e-zero-elezioni-a-calvi-risorta/