10 Luglio 2026 | Camorra
Il gup del Tribunale di Napoli conclude il rito abbreviato con 18 condanne e oltre 208 anni di reclusione complessivi.
AMDuemila
Oltre 208 anni di reclusione. È questo l’esito complessivo della sentenza emessa dal gup del Tribunale di Napoli, Roberto Coppola, nel procedimento con rito abbreviato nei confronti di 18 imputati ritenuti dalla Direzione Distrettuale Antimafia legati al clan Gionta di Torre Annunziata. Le pene più elevate riguardano Alfredo Savino, condannato a 19 anni e 4 mesi di carcere, Gemma Donnarumma, destinataria di una condanna a 18 anni e 5 mesi, e Gaetano Amoruso, condannato a 16 anni e 4 mesi.
La sentenza arriva al termine dell’inchiesta che la scorsa estate aveva portato a una maxi operazione delle forze dell’ordine nei confronti di presunti appartenenti al clan Gionta di Torre Annunziata. L’operazione rappresenta un nuovo colpo alla cosca dopo la demolizione di Palazzo Fienga, per anni simbolo del suo potere a Torre Annunziata. Tra gli imputati figurano anche Gemma Donnarumma, moglie dello storico boss Valentino Gionta, detenuto al 41-bis, un presunto affiliato ancora ricercato e due collaboratori di giustizia che, secondo l’accusa, avrebbero deciso di collaborare dopo aver scoperto l’esistenza di un piano per ucciderli.
Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia, Gemma Donnarumma avrebbe assunto un ruolo centrale nella gestione del clan dopo essere tornata in libertà nel 2023. Infatti, la donna, 72 anni, oggi detenuta nel carcere di Messina, è stata indicata dagli investigatori come il principale punto di riferimento strategico dell’organizzazione. Secondo l’accusa, avrebbe mantenuto i rapporti con altri gruppi criminali dell’area limitrofa a Torre Annunziata, tra cui i Gallo-Cavalieri, i Limelli-Vangone e il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, garantendo inoltre i collegamenti tra gli affiliati detenuti e quelli operativi sul territorio.
Nello specifico, le indagini portate avanti dalla DDA hanno delineato un quadro nel quale la riorganizzazione della struttura del clan, successiva all’arresto di Giuseppe Carpentieri, marito di Teresa Gionta, figlia del boss Valentino Gionta, avrebbe dato vita a due gruppi distinti ma strettamente coordinati.
Il primo sarebbe stato composto da Gemma Donnarumma, dal fratello Enrico Donnarumma, Gaetano Amoruso e Rosario Amedeo Mas. Il secondo, invece, avrebbe avuto come riferimenti Alfredo Savino, Carmine Mariano Savino, Fabiano Tammaro, Raffaele Uliano, Giancarlo De Angelis, Salvatore Buonocore e Pasquale Romito.
Romito è stato arrestato due mesi fa dopo una latitanza durata diversi mesi, mentre Carmine Mariano Savino risulta tuttora ricercato.
ARTICOLI CORRELATI
Torre Annunziata, giù Palazzo Fienga: cade il simbolo del clan Gionta
Torre Annunziata, la nuova ”rimborsopoli” travolge il Comune
Da Izzo a Cutrò, testimone di giustizia: lo Stato celebra l’antimafia, ma abbandona chi collabora
fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/camorra/torre-annunziata-oltre-due-secoli-di-carcere-per-il-clan-gionta