Strage di Capaci: nell’ergastolo inflitto a Messina Denaro mancano gli altri mandanti

Strage di Capaci: nell’ergastolo inflitto a Messina Denaro mancano gli altri mandanti

Vincenzo Musachio

22 Ottobre 2020

Ergastolo per il latitante Matteo Messina Denaro, riconosciuto dalla Corte d’Assise di Caltanissetta tra i mandanti delle stragi del 1992. Il dispositivo è stato letto dopo una lunga camera di consiglio durata oltre tredici ore dal presidente del collegio, Roberta Serio, che ha accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministero Gabriele Paci. I giudici lo puniscono ritenendolo tra i mandanti. Se così è, giocoforza, vi sono altri mandanti. Il mio pensiero corre alla politica e alla massoneria. Messina Denaro ha legami con entrambi, per cui, per far piena luce, occorre individuare altre responsabilità esterne a Cosa Nostra. La storia di “pezzi dello Stato” che a Capaci e in Via d’Amelio hanno agito, assieme a Cosa Nostra non è fantascienza. Gli innumerevoli depistaggi e deviazioni di matrice istituzionale ci hanno confermato che il motivo per cui è così difficile scoprire la verità sulla strage è proprio il coinvolgimento di pezzi deviati dello Stato e della massoneria. Sono convinto da sempre che gli attentati contro Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono possibili grazie ad un contesto di capacità e complicità che vanno ben oltre il livello grezzo della mafia di Totò Riina. Non dimentichiamoci tuttavia che le mafie non furono soltanto una organizzazione criminale in senso stretto ma anche in quel periodo riuscirono a inserirsi dentro i circuiti economici, politici ed istituzionali. Riina non a caso diceva che la mafia senza la complicità della politica sarebbe rimasta solo un manipolo di semplici delinquenti. Al punto in cui siamo oggi, se la politica si vuole riscattare e dipanare ogni dubbio sulle sue complicità, occorre il suo impegno ai massimi livelli istituzionali. Dalle indagini sono emerse connivenze e collusioni all’interno di pezzi delle istituzioni. Per cui, oggi più che mai, è necessario aprire gli archivi dei vari segreti di Stato per far sì che pezzi di verità vengano fuori allo scopo di ricomporre la storia in un quadro finalmente organico e autentico. Rispettare il sacrificio di Capaci e di Via d’Amelio significa impegnarsi al massimo cercando la verità su quella strage e punendo in modo esemplare tutti i colpevoli, nessuno escluso.

Fonte:https://www.antimafiaduemila.com/

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