SCANDALO URBANISTICA A GAETA: 11 IMPUTATI E IL COMUNE ASSENTE COME PARTE CIVILE

SCANDALO URBANISTICA A GAETA: 11 IMPUTATI E IL COMUNE ASSENTE COME PARTE CIVILE

di Bernardo Bassoli

10 Marzo 2021

Monopolio delle sanatorie edilizie a Gaeta: è stata celebrata ieri, 9 marzo, la prima udienza del processo le cui indagini si erano concluse nell’autunno del 2018. Ad essere indagati furono in undici: al centro dell’inchiesta il geometra dell’Ufficio Tecnico del Comune di Gaeta, Cristofaro Accetta

Il perno del “sistema”, secondo la Procura, era un geometra dell’Ufficio Tecnico del Comune di Gaeta, Cristofaro Accetta, fratello del costruttore Eduardo Accetta ex consigliere comunale e provinciale in quota del fu PDL.

Secondo il sostituto procuratore della Procura di Cassino Maria Beatrice Siravo, che ha condotto le indagini e sostiene l’accusa, la vicenda che ha portato all’inchiesta sull’edilizia gaetana trova “la sua genesi in un’operazione dei Carabinieri di Gaeta che ha visto il sequestro di un cantiere, in zona Capo di Serapo, destinato alla realizzazione di un complesso residenziale di circa venti appartamenti”. Un complesso, specificava la Procura, che nonostante fosse stato regolarmente autorizzato, poneva in essere, in ragione dell’attività degli investigatori, irregolarità strutturali, paesaggistiche e ambientali che alcuni funzionari comunali avevano occultato.

Il complesso residenziale da cui ha preso il via l’indagine cassinate si riferisce a una palazzina in costruzione, sita in Via Fontania, a Serapo (Gaeta), che, nel 2015, attirò gli interessi della Direzione Distrettuale Antimafia allorché vi fu il sopralluogo dei Carabineri di Gaeta insieme alla Polizia Locale. Scattò il sequestro del cantiere e a una denuncia per abusivismo edilizio di alcuni indagati, ad oggi imputati: in concorso tra loro, tra gli altri, Arcangelo Purgato Silvestro De Pasquale come committenti dei lavori dello stabile, l’imprenditore casertano di San Cipriano d’Aversa Carmine Di Caterino in qualità di titolare della ditta esecutrice dei lavori e il direttore dei lavori, l’architetto Salvatorluca Tallaro di Gaeta, presente in molte pratiche lavorate dal geometra del Comune Cristofaro Accetta e contestate dalla magistratura.

Secondo l’accusa, Accetta, considerato un socio occulto dello studio privato di Tallaro, era il perno su cui sono ruotati molti degli episodi rilevati da investigatori e inquirenti: assumeva l’incarico dal privato che gli dava una somma per sbrigare la pratica edilizia, successivamente tale pratica era affidata a un tecnico dello studio dove era socio occulto. In seguito, a seconda dei casi, inviava anche l’elenco delle spese già sostenute e da sostenere o la percentuale sull’importo dei lavori da corrispondere al direttore dei lavori (sempre in rapporti con lui o in rapporti con i due studi tecnici di riferimento), e contestualmente rivestiva l’incarico di Rup (responsabile unico del procedimento) con tutte le facilitazioni del caso come, ad esempio, il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

Così, a guadagnarci, erano un po’ tutti coloro che, ad oggi, sono imputati, a vario titolo, per corruzione, abuso d’ufficio, falso, danneggiamento e abusivismo edilizio. Undici in tutto: Cristofaro Accetta, l’architetto Tallaro, i due liberi professionisti, Alessandro Liberace e Andrea Criscuolo, il funzionario del Comune Fulvia Marciano e la Dirigente Lilia Maria Pelliccia, gli imprenditori Arcangelo Purgato di Itri e Silvestro De Pasquale di Gaeta, Carmine Di CaterinoAlessandro Cifra di Latina, e Gennaro Grieco di Cassino (al link di seguito la vicenda in dettaglio).

Ieri, presso il Tribunale di Cassino, è stata verificata la regolarità delle notifiche e l’udienza è stata rinviata al 2 novembre 2021 dove saranno discusse anche le due posizioni di Purgato e Grieco che hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato.

Tra le parti offese, oltreché a tre privati cittadini, c’è anche il Comune di Gaeta nella persona del Sindaco Cosmo Mitrano che, però, non si è costituito parte civile. Un fatto insolito e grave per un Comune che, secondo l’accusa, è stato altamente danneggiato. Basti pensare che Arcangelo Purgato, Silvestro De Pasquale, Salvatorluca Tallaro, Carmine Di Caterino e la dirigente del settore Urbanistica del Comune di Gaeta Maria Lilia Pelliccia sono accusati di aver perpetrato un vero e proprio dissesto idrogeologico, interrompendo le acque meteoriche da monte (Via Flacca, monte Lombone) a valle fino alla spiaggia di Serapo. A Pelliccia viene contestato il rilascio del permesso a costruire perché con questo ci sarebbe stato lo sbancamento, con la relativa interruzione del canale di scolo delle acque e il susseguente pericolo di frana. Secondo l’indagine, la dirigente rilasciava a favore di Purgato e De Pasquale il permesso a costruire relativo alla palazzina che prevedeva gli alloggi su tre piani più un interrato. Il rilascio del permesso non fu preceduto da un’adeguata istruttoria mancando dei necessari documenti. L’edificio a tre piani era costituito in una zona di tipo B dove “l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti” che, per inciso, in quell’area della città sono di due piani. Questo tipo di azioni hanno comportato vantaggi patrimoniali per chi li ottemperava ma, sopratutto, danni a chi li subisce come, ad esempio, a coloro che confinano con questi presunti abusi (uno dei quali è deceduto).

Ecco perché a costituirsi parte civile è stata un’anziana signora di 84 anni. L’unica.

Fonte:https://latinatu.it/scandalo-urbanistica-a-gaeta-11-imputati-e-il-comune-assente-come-parte-civile/

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