Sanità e appalti, le estorsioni della camorra: ecco come i clan si dividevano gli ospedali

 Sanità e appalti, le estorsioni della camorra: ecco come i clan si dividevano gli ospedali
LA MALA E I COLLETTI BIANCHI
Sanità e appalti, le estorsioni della camorra: ecco come i clan di dividevano gli ospedali
Il nuovo collaboratore di giustizia Mario Lo Russo ha svelato gli accorsi criminali nei nosocomi partenopei

di REDAZIONE

NAPOLI. Camorra e Sanità, estorsioni a chi vinceva le gare d’appalto Il pentito: «Noi al Policlinico, Cimmino e Caiazzo al Cardarelli, Monaldi e Pascale» «Noi Lo Russo controllavamo il Policlinico; i Cimmino e i Caiazzo invece il Cardarelli, il Monaldi e il Pascale».È la dichiarazione più importante tra quelle rese dal neo pentito Mario Lo Russo nell’interrogatorio del 1 aprile scorso ai pm dell’antimafia, allegato all’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere 11 persone tra esponenti dei “Capitoni” e colletti bianchi martedì scorso.Ma, a scanso di equivoci, il collaboratore di giustizia ha poi spiegato meglio il meccanismo: le gare d’appalto erano regolari, ma i vincitori subivano successivamente l’estorsione. In due modi diversi, ha concluso il ras che a gennaio scorso è passato con lo Stato: il “pizzo” ai piccoli imprenditori o entrando direttamente nelle società più grandi, come con la “Kuadra”.

LE DICHIARAZIONI. Prima di lui era stato Maurizio Ferraiuolo a spiegare l’interesse della maggior parte dei clan napoletani verso gli appalti della sanità. Un business milionario, per la cui spartizione si sono svolti molti summit tra i boss o i loro rappresentati. Ma è stato Mario Lo Russo a entrare maggiormente nel dettaglio in tre successivi interrogatori resi tra il 21 marzo e l’11 aprile. Ecco alcuni passaggi delle sue dichiarazioni, con la consueta premessa che le persone citate devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a provata, così come le circostanze riferite non possono essere date per certe in assenza di riscontri. «Il clan Lo Russo controllava il Policlinico mentre gli altri ospedali della zona collinare (Monaldi, Cardarelli e Pascale) erano controllati dalle famiglie malavitose dei Caiazzo e dei Cimmino. La gestione di tale settore era principalmente affidata a Giulio De Angioletti e Antonio Festa: il primo con un ruolo di estremo rilievo e interessi anche nel settore della droga fin dai tempi di Giuseppe Lo Russo».

IL SISTEMA. Rispondendo alle domande del pubblico mini-stero della procura antimafia, Mario Lo Russo ha riferito che Giulio De Angioletti e Antonio Festa, a proposito delle gare d’appalto del Policlinico, «sottopongono a estorsione i piccoli imprenditori o entrano direttamente in società con quelle di più grosse dimensioni, come ad esempio la “Kuadra». Vincitrice, scrivono i magistrati di varie gare d’appalto negli ospedali cittadini. Il neo collaboratore di giustizia ha rivelato poi altri particolari tra il clan Lo Russo e la società infiltrata. «I rapporti sono iniziati anni fa con Giuseppe Lo Russo ed erano inizialmente di carattere estorsivo. Poi il rapporto si era evoluto, tanto che Giulio De Angioletti e Antonio Festa, affiliati al clan, avevano assunto un ruolo di primo piano all’interno della società e avevano rapporti con Riccardo Lama e Massimo Alemagna». In alcune circostanze, secondo quanto ha raccontato il collaboratore di giustizia, i Lo Russo erano intervenuti per condizionare le gare d’appalto a favore della “Kauadra”, allontanando altri partecipanti.

IL ROMA

17/06/2016

fonte:www.internapoli.it

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