Rapporto ISTAT conti pubblici. Andiamo verso il baratro, altro che chiacchiere.

MF Dow Jones – News Italia – Istat: Rapporto 08, conti pubblici in forte peggioramento

Il conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche, nella versione provvisoria per il 2008, ha registrato un notevole peggioramento del saldo di bilancio: l’incidenza dell’indebitamento netto sul Pil e’ salita al 2,7% dall’1,5% dell’anno precedente ed e’ risultata di poco superiore, a consuntivo, rispetto alle previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economica (Dpef) dove era stimato al 2,5%. L’indebitamento e’ aumentato di 19,8 miliardi di euro, attestandosi a un livello di 43 mld.

E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese nel 2008. “Il saldo primario in Italia e’ risultato positivo e pari al 2,4% del Pil, in calo rispetto al 2007 (3,5%). Il rapporto tra debito pubblico e Pil e’ tornato a crescere in misura rilevante, attestandosi al 105,8% (era 103,5 nel 2007), il piu’ alto dell’Uem. In valore assoluto, il debito e’ risultato pari a 1.664 miliardi di euro.

Nel 2008, la spesa pubblica e’ cresciuta del 3,6% con un incremento superiore al +2,4% del 2007. anche l’incidenza sul Pil e’ aumentata, passando dal 48,4% al 49,3%. Secondo Raffaele Malizia, Responsabile struttura di progetto, sviluppo e innovazione dei conti nazionali, “il deterioramento dei conti pubblici si vedra’ in misura compiuta nel corso di questo esercizio”. Tra gli elementi che hanno concorso al quadro di finanza pubblica, ha spiegato Malizia, figurano: la caduta dei consumi e della spesa per investimenti, condizioni del credito meno favorevoli, il deterioramento della spesa in conto capitale (-6,1%) e la qualita’ della spesa pubblica.

La spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche e’ salita del 4,5%, con una dinamica nettamente superiore a quella registrata nel 2007 (1,7%). Le prestazioni sociali in denaro sono cresciute del 5,1%, essenzialmente a causa della dinamica della componente di pensioni e rendite, mantenendo un’evoluzione pressocche’ analoga a quella del 2007. In accelerazione sono risultate le spese connesse agli ammortizzatori sociali.gli investimenti fissi lordi (al netto delle dismissioni) sono scese del 2,8% dopo una crescita del 3,7% nel 2007. Piu’ marcata la discesa dei contributi agli investimenti (-7,9%) che erano fortemente aumentati nel 2007 (+10,8).

In deciso rallentamento nel 2008 le entrate totali (+1% rispetto al +6,4% del 2007). In Italia, la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) e’ diminuita di 0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, dal 43,1% nel 2007 al 42,8% nel 2008. la pressione fiscale dell’Italia e’ tuttavia piu’ alta di 2,1 punti percentuali rispetto alla media dei Paesi dell’area euro. Alla crescita del gettito delle imposte dirette ha contribuito principalmente l’aumento delle entrate derivanti dall’Irpef (+5,2%), che ha beneficiato della dinamica, ancora positiva in media d’anno, dell’occupazione dipendente, degli effetti di alcuni rinnovi contrattuali e degli aumenti dell’aliquota delle addizionali regionali e comunali. La riduzione delle imposte indirette e’, invece, conseguenza degli effetti del peggioramento ciclico dell’attivita’ nell’ultima fase dell’anno, nonche’ di alcune modifiche normative intervenute per il 2008, con riferimento all’imposta comunale sugli immobili (Ici). Il contributo piu’ rilevante e’ da imputarsi al calo delle entrate relative all’Iva (-4%) e all’Irap (-8,5%).

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