Di Antonio Mangione
13 Febbraio 2026
Si è svolta questa mattina, davanti al Gup del Tribunale di Napoli, l’attesa requisitoria del pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, Ilaria Sasso del Verme, nel procedimento con rito abbreviato scaturito dall’inchiesta denominata “Processo Milord”, che ruota attorno ai presunti intrecci tra politica, camorra e imprenditoria a Giugliano. A presiedere l’udienza è stato il Gup Leda Rossetti. L’inchiesta, coordinata dalla DDA partenopea, mira a far luce su un presunto sistema di relazioni illecite che, secondo l’accusa, avrebbe visto coinvolti esponenti dell’imprenditoria e della politica locale in rapporti con il clan camorristico Mallardo, storicamente radicato sul territorio.
Le richieste di pena del Pubblico Ministero
Nel corso della requisitoria, il Pm ha formulato le richieste di condanna per i 16 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Le pene richieste, per un totale di 169 anni, sono le seguenti:
Andrea Abbate: 16 anni
Francesco Abbate: 13 anni
Alberto Amicone: 8 anni
Giuliano Amicone: 14 anni
Stefano Cecere: 6 anni
Gaetano Diana: 8 anni
Domenico Fuso: 11 anni
Nicola Felaco: 9 anni
Francesco Fusco: 12 anni
Vincenzo Legorano: 11 anni
Francesco Mallardo: 12 anni
Domenico Micillo: 10 anni
Angelo Pirozzi: 11 anni
Domenico Pirozzi: 16 anni
Vincenzo Strino: 10 anni
Nicola Napolano: 2 anni
La prossima udienza è fissata per il 4 marzo, quando la parola passerà ai difensori per le arringhe conclusive. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Casertano Matteo, Stellato Giuseppe, Poziello Luigi, Lo Russo Giovanni, D’Alterio Antimo, Giametta Michele, Aruta Sergio, Agrusti Giovanni, Dell’Aquila Antonio, Caserta Alessandro, Di Domenico Giuseppina, Zanni Leopoldo, Cacciapuoti Salvatore, Ciccarelli Pietro, Ferraro Vincenzo Domenico, Gili Luca, Quatrano Nicola, Cervone Bruno, Verde Antonio, Montone Stefano, De Angelis Paolo, Foglia Giuseppe, Palumbo Alfonso, Lopez Tercero Montero Alba, Gentile Celestino, Severino Marcello e Andrea Pirozzi.
L’operazione dei Ros e le accuse
L’indagine trae origine dall’operazione eseguita nel febbraio 2025 dai Ros dei carabinieri, che portò all’arresto di 25 persone: 20 sottoposte a custodia cautelare in carcere e 5 agli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, tentata estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, corruzione e altri reati aggravati dal metodo mafioso. Secondo l’impianto accusatorio, le condotte contestate sarebbero state poste in essere per agevolare le attività del clan camorristico denominato Clan Mallardo, attivo a Giugliano e nelle zone limitrofe. Parte dei proventi illeciti, sempre secondo la DDA, sarebbe confluita nella “cassa comune” dell’organizzazione, destinata al sostentamento degli affiliati detenuti e dei loro familiari.Non solo: il clan, stando alle risultanze investigative, sarebbe intervenuto anche in controversie tra privati e avrebbe esercitato un’influenza sull’attività dell’amministrazione comunale, fino a incidere sulla campagna elettorale per le elezioni comunali del settembre 2020.Il procedimento entra ora in una fase cruciale. Dopo le richieste del pubblico ministero, si attendono le difese, prima che il giudice si ritiri in camera di consiglio per la decisione.
Fonte:https://internapoli.it/processo-politica-e-camorra-a-giugliano-chiesti-169-anni-in-totale-per-16-persone/