Problema Giustizia a Latina… e Frosinone. Note per il CSM, per il Ministero della Giustizia e… per i parlamentari di opposizione

ANNOTAZIONI PER IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, PER I MINISTRI DELLA GIUSTIZIA E DELL’INTERNO E… PER L’OPPOSIZIONE…

CHE NON CREDE A NOI QUANDO SOSTENIAMO CHE LA SITUAZIONE CRIMINALE E’ MOLTO PIU’ GRAVE DI QUELLA CHE TRASPARE DAI DATI UFFICIALI (ANCHE DI QUELLI RESI NOTI DALLA REGIONE LAZIO! )

Non vorremmo che il “caso” della Procura della Repubblica di Latina fosse considerato chiuso con le dimissioni per pensionamento, se sono state presentate, del Procuratore Capo.

Ci sono situazioni che vanno chiarite.

I giornali, mentre erano in corso da parte della DDA le operazioni “ Damasco” su Fondi, hanno parlato di una “ talpa” negli uffici della Procura di Latina che avrebbe passato notizie delicate relative al “caso Fondi”.

Noi non sappiamo se ciò sia stato accertato e, in caso positivo, se questa “ talpa” sia stata individuata e neutralizzata.

Certo è che, se la notizia fosse fondata, la cosa apparirebbe alquanto sconvolgente.

E sconvolgente sarebbe mantenere questa eventuale “ talpa” negli uffici di Latina.

Ma c’è dell’altro.

Leggiamo attentamente quanto hanno scritto i PM della DDA di Roma Diana De Martino e Francesco Curcio a proposito dell’inchiesta “ Damasco”:

“ Nella stragrande maggioranza dei casi, si è proceduto, da parte delle diverse autorità giudiziarie di questo Distretto (Latina, ndr), rubricando la massa dei fatti oggetto d’indagine – in realtà di stampo mafioso –in fatti di criminalità comune “.

Nella stragrande maggioranza dei casi!

Detto in parole povere, non si sono fatte indagini per reati associativi o, se sono state fatte, questi sono stati rubricati come reati comuni e, quindi, non trasmessi alla DDA.

Comportamenti gravissimi dei quali nessuno, ripetiamo nessuno (compresi quei… ”paladini della legalità”, PD e IDV, che solo oggi hanno scoperto la questione “ mafia”), parla.

Che vuol dire in effetti quanto hanno sostenuto i PM De Martino e Curcio? Che “ nella stragrande maggioranza dei casi “, in provincia di Latina, non si è fatta un’azione efficace contro la mafia. Anzi, contro le mafie.

Non vogliamo sapere i “ perché” ed i “come” possa essersi verificato tutto ciò, malgrado le tante ispezioni ministeriali disposte quasi annualmente.

Non ci interessa nemmeno parlare di… responsabilità di natura omissiva da parte, anche, degli ispettori ministeriali.

Consideriamo chiuso l’argomento, ma, almeno, facciamo chiarezza. Definitiva.

Se non sono state fatte inchieste, intanto, riprendiamo tutto il pregresso cartaceo e riesaminiamolo, quanto meno per capire il “ quadro” della situazione. Rileggiamo le carte, insomma.

Per, poi, assumere i provvedimenti conseguenti, ove non siano intervenuti i termini prescrizionali.

Ma per fare tutto ciò, sono necessarie alcune condizioni.

Le mafie –soprattutto la camorra e, in particolare, i Casalesi – considerano le province di Latina e Frosinone come una… prosecuzione della Campania “ loro “ territorio, insomma.

Lo dicono i pentiti; lo ha detto il PM Antonello Ardituro della DDA di Napoli in un nostro convegno a Formia e non solo.

Nel Basso Lazio – e non solo – c’è tutta la feccia proveniente da quell’area geografica.

Ma c’è anche una camorra locale, costituita spesso da facce insospettabili annidate nelle istituzioni, nella politica, nelle professioni, che fa da sponda, se non ne fa direttamente parte.

Per leggere le carte di tutto un passato di… disattenzione, attivare indagini, rimuovere inerzie anche nell’apparato investigativo (c’è tutto il discorso della Guardia di Finanza che in provincia di Latina fa poco sul piano delle indagini sulla “ provenienza” dei capitali mafiosi), occorrono, intanto, persone esperte e che ci credono.

Occorre, insomma, non un Procuratore Capo “ qualsiasi”.

Questo vale sia per Latina che per Frosinone (dove si parla dell’arrivo di uno proveniente da Taranto e prossimo al pensionamento. Se fosse vero ciò, vorrebbe dire che… non si è capito niente!).

A Latina – e Frosinone- bisogna fare come si è fatto con le Procure di Tivoli, Civitavecchia, Velletri, Cassino, dove sono stati mandati Procuratori Capo esperti in antimafia e di fronte ai quali bisogna levarsi tanto di cappello. Rafforzando, peraltro, gli organici.

E, poi, ricostituiamo quei pool antimafia una volta esistenti anche a Latina e… poi… soppressi!!!

Questo debbono fare il CSM ed il Ministero della Giustizia e per questo debbono cominciare a battersi i vari parlamentari –Amici, Pedica e quanti altri –che… dicono di volersi impegnare contro le mafie!!!

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