PIANO COMMERCIALE DI FORMIA: ALLARME E PREOCCUPAZIONI

COMUNICATO STAMPA

L’avvio della procedura d’inchiesta antimafia nel Comune di Fondi e la pubblicazione della relazione della Direzione Nazionale Antimafia nella quale le città di Terracina, Fondi, Gaeta e Formia sono indicate come centri in cui gli interessi delle mafie sono fortemente radicati, hanno fornito all’opinione pubblica locale una percezione più netta della presenza di attività mafiose in queste città.
Riteniamo quanto mai urgente uno sforzo di comprensione del fenomeno e delle sue implicazioni al fine di porvi rimedio.
ll 3 marzo u.s, nell’aula consiliare del Comune di Formia, l’Associazione “A.Caponnetto” ha promosso un convegno dal titolo “ Mafie nel Lazio.Punto di non ritorno ?”.
Dalla discussione, sono emersi significativi spunti di riflessione, nonché preoccupanti notizie sulle trasformazioni del territorio.
Riassumiamo brevemente:
1) Il S.Procuratore Distrettuale Antimafia di Napoli Dr.Antonello Ardituro ha descritto le nuove modalità attraverso cui le organizzazioni criminali realizzano attività illecite.
Le mafie –ha detto il giudice-sono diventate meno visibili, ma non per questo meno dannose e distruttive; esse hanno la capacità di mobilitare enormi risorse e privilegiano determinati territori in cui effettuano il riciclaggio di denaro.
Per questi motivi- ha continuato il magistrato rivolgendosi agli amministratori ed ai cittadini- è necessario prestare grande attenzione ai cambiamenti che interessano il territorio: centri commerciali e complessi alberghieri ed abitativi, ma anche rivendite di auto ed imprese di costruzione, sono spesso alimentati da proventi di attività illecite.
2) Nel corso del dibattito alcuni interventi – suffragati da documenti –hanno posto in evidenza l’esistenza di un progetto dell’amministrazione comunale di Formia, il cosiddetto “piano del commercio”, che prevede la realizzazione di insediamenti urbanistico-commerciali per una superficie complessiva di 80.000 metri quadri( a fronte dei 30.000 attualmente esistenti ) e il rilascio di cinquanta nuove licenze per bar e ristoranti.
Un’analisi più attenta del progetto ha mostrato la grave sproporzione tra le nuove strutture di vendita previste e le reali potenzialità di incremento della domanda di beni e servizi della cittadina medesima.
Inoltre, gli strumenti amministrativi adottati per l’approvazione del piano non appaiono improntati a criteri di rigore e trasparenza.
Tale proposta di piano non tiene conto, peraltro, delle situazioni di infiltrazione mafiosa già indagate da un’inchiesta svolta da un gruppo di giovani del luogo e resa nota in data 24 ottobre 2006, inchiesta che ha interessato 191 attività commerciali di Formia .Da detta inchiesta è emerso che il fenomeno dell’usura è percepito come realmente diffuso nella città; che molte attività commerciali di quelle esistenti sono ritenute il frutto di impiego di risorse provenienti da attività malavitose; che una grande maggioranza di commercianti è oggetto di ricatti o intimidazioni da parte di organizzazioni malavitose.
Dalla serie di domande formulate, così come appare sul sito web di questa Associazione, si evince che i commercianti formiani vivono in una reale condizione di paura e di omertà.
Per questi motivi l’Associazione “A.Caponnetto” ritiene doveroso rivolgere un accorato e vigoroso appello alle forze politiche e sociali, oltrechè alle Istituzione ed alle forze dell’ordine e ai cittadini tutti, affinché ogni aspetto di tale progetto di edilizia commerciale sia rigorosamente e pubblicamente approfondito e vagliato secondo i termini di legge e di sviluppo sostenibile del territorio.
LA SEGRETERIA

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