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Palermo piegata al racket, Ceraulo e Pistorio (Fillea CGIL): morsa estorsiva anche nei cantieri edili

10 Giugno 2026

Alberto Castiglione

L’attentato di un paio di notti fa (l’ennesimo) al ristorante-pizzeria “Ulisse” segna un’escalation criminale nella zona nord di Palermo che non colpisce solo il commercio al dettaglio, ma stringe la morsa anche su tanti altri settori produttivi. La Fillea Cgil di Palermo e regionale denunciano che, nel clima generale di tentativo di avanzamento della mafia in alcuni quartieri della città, la pressione estorsiva sta prendendo piede con forza anche nei cantieri edili.

A lanciare l’allarme e a esprimere piena solidarietà ai titolari della pizzeria sono Piero Ceraulo, segretario generale della Fillea Cgil Palermo, e il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, Giovanni Pistorio.

Ceraulo sposta il tiro sul settore delle costruzioni, rivelando come il fenomeno del racket sia tutt’altro che isolato: “Come Fillea CGIL notiamo con preoccupazione atteggiamenti minatori ed estorsivi anche all’interno di alcune realtà di cantiere. Il dato più allarmante è che in molti casi la denuncia non scatta, frenata dal timore e dalla paura. È fondamentale ripristinare le condizioni di legalità nei luoghi di lavoro, ma le imprese che denunciano devono ricevere supporti e sostegni concreti.” Secondo la Fillea, tra i commercianti e gli imprenditori dei territori di Tommaso Natale, Sferracavallo e San Lorenzo serpeggia una pesante sensazione di solitudine. “Viene percepita un’assenza di vicinanza e di presidio da parte dello Stato”, sottolinea Ceraulo. “Noi vogliamo garantire la legalità nei luoghi di lavoro, ma da soli non possiamo farcela. Per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni, in primis al Prefetto di Palermo, affinché si attivino tavoli di monitoraggio per capire come muoversi contro questa emergenza.”

Il rischio più grande per chi si ribella al pizzo resta l’isolamento economico e sociale. Per questa ragione, la Fillea Cgil si appella direttamente alla comunità:

“Cittadini e cittadine devono alzare la testa e dare sostegno. La cosa più brutta è quando un imprenditore denuncia e poi viene tagliato fuori dal sistema produttivo perché qualcuno, per paura, decide di girarsi dall’altra parte. Dobbiamo invertire la rotta e cambiare questo paradigma.” A fare eco alle parole di Ceraulo è il segretario regionale Giovanni Pistorio, che sottolinea il valore della presenza fisica e simbolica del sindacato al fianco delle vittime, non risparmiando dure critiche alla classe dirigente: “Anche noi viviamo l’impegno attraverso i simboli e i gesti”, dichiara Giovanni Pistorio. “Nel momento in cui la Fillea CGIL è giunta da tutta la Sicilia a Tommaso Natale per stringersi attorno alla famiglia colpita, abbiamo assunto concretamente e simbolicamente una sfida. In questo modo si va ancora più in là della semplice resistenza. Le istituzioni e soprattutto la politica, in tutto ciò, hanno grandi responsabilità: la politica è quasi sempre assente e, quando è presente nelle istituzioni, non dà certo un buon esempio di sé”. Sul piano pratico, il sindacato degli edili sta provando a muovere i primi passi concreti per tutelare chi dice no alla mafia. In concomitanza con il rinnovo del contratto integrativo provinciale, è in corso un’interlocuzione con l’associazione dei costruttori (Ance): l’obiettivo è creare un fondo per le vittime di estorsione. “Un segnale, per ora timido ma concreto, per dare sostegno e supporto reale a imprenditori e lavoratori”, conclude Ceraulo. La sfida ai clan è aperta: da un lato il fuoco del racket che cerca di imporre il controllo sul territorio, dall’altro una parte della società civile e del sindacato che chiede a gran voce di non essere lasciata sola dalle istituzioni.

Fonte:https://antimafiaduemila.com/home/mafie-news/cronaca/palermo-piegata-al-racket-ceraulo-e-pistorio-fillea-cgil-morsa-estorsiva-anche-nei-cantieri-edili