AMDuemila 10 Dicembre 2025
Hanno preso il via nel maggio 2023 le indagini che oggi hanno portato all’arresto di 50 persone a Palermo tra cui volti nuovi, in ascesa tra le fila dell’organizzazione criminale e vecchi boss: Pierino Di Napoli, scarcerato anni fa e ritenuto dagli inquirenti in grado di orientare alcune scelte importanti per il mandamento e Fausto Seidita, ritenuto il vertice, in linea di continuità familiare, fratello di Giancarlo, ex reggente oggi in carcere.
In particolare l’operazione eseguita dalla Questura di Palermo ha interessato il mandamento mafioso della ‘Noce’ e le famiglie di “Cruillas-Malaspina” e “Altarello”.
Contestate le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio delle medesime. Per diciannove indagati il gip di Palermo ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre per altri sei gli arresti domiciliari; per altri 25 e’ stato disposto il fermo di indiziato di delitto.
Le indagini hanno permesso di scoprire “un rapporto stretto tra i clan mafiosi di Palermo con un clan della Camorra, da cui la mafia si riforniva per la droga” ha detto il Procuratore aggiunto di Palermo Vito Di Giorgio nel corso della conferenza stampa in corso in Questura. “Siamo in presenza di organizzazioni fortemente strutturate capaci di commerciare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti anche in periodi di tempo molto brevi“, ha aggiunto.
“C’è un ricorso sempre più frequente dei clan mafiosi di Palermo al traffico di droga. Aumenta la necessità di mantenere in carcere sempre più soggetti” e “accanto alle estorsioni, che è il modo primario di finanziare la mafia – ha detto – l’attività di spaccio prende sempre più piede perché garantisce guadagni notevoli“.
In totale sono state sequestrate due quintali e mezzo di hashish e quattro chili di cocaina.
Nuove leve e affari ‘tradizionali’
Il Nuovo e il vecchio corso di Cosa nostra. Giovani leve, veterani e scarcerati. Affari tradizionali e strategie social. Piazze fisiche e quelle virtuali su Telegram, con la foto profilo di Tony Montana di Scarface. C’e’, insomma, il volto della mafia di sempre e quello di una organizzazione che sa innovarsi e usare piattaforme e canali informatici. Che, poi, è la stessa mafia.
“La mafia è attrattiva per i giovani, purtroppo. Perché non ci sono alternative valide per un giovane. Abbiamo investigato in questo caso a Brancaccio, e per un giovane l’alternativa di vita dal punto di vista dei valori che riconoscono è Cosa nostra. E questo è un grossissimo problema. Al di là della repressione penale che noi possiamo esercitare il problema è offrire alternative serie di vita a una grande fetta di popolazione giovane di questa città” ha detto il Procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia aggiungendo che “sappiamo bene che il numero delle estorsioni è sensibilmente superiore rispetto al numero delle denunce. C’è poco da fare, i commercianti devono comprendere che non solo esistono forze di polizia responsabili e professionali che possono proteggerli ma soprattutto che esiste una legislazione di aiuto ai commercianti che denunciano e che possono essere utilizzate“. “Dal punto di vista investigativo e della capacità di ottenere risultati l’efficienza della Squadra Mobile si vede ogni volta – ha aggiunto de Lucia, – La scelta di compiere operazioni quantitativamente significative come questa dipende da un’esigenza strategica, che ha ricadute sul territorio disarticolando l’organizzazione mafiosa: questa è ancora la Cosa nostra con cui siamo abituati a misurarci da decenni e che, in questo momento, ha come obiettivo il riaccumulare ricchezza attraverso il mercato di stupefacenti. Le misure cautelari delle ultime ore hanno disarticolato in particolare i mandamenti di Brancaccio e della Noce, con particolare riferimento alla distribuzione di stupefacenti per Brancaccio e all’attività estorsiva per la Noce: il senso dell’intervento è strategico e simile ad altri già operati nel recente passato, vogliamo dare continuità a quest’azione anche in futuro e il nostro sforzo andrà sempre incontro al monitoraggio delle attività criminali. Le strategie della mafia continuano a essere le stesse e guardano ad accumulare capitali: il quadro indiziario conferma come Cosa nostra sia tutt’altro che sconfitta, il nostro scopo è continuare a tenerla in una situazione di difficoltà”.
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fonte:https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/107221-palermo-clan-mafiosi-e-camorra-alleati-50-arresti-nel-mandamento-della-noce.html